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10.02.2026 - 15:08
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Una rivoluzione silenziosa, fatta di sopralluoghi, telefonate, caldaie sostituite e relazioni costruite giorno dopo giorno. A un anno dall’avvio di Case POP, il nuovo modello di gestione diretta dell’edilizia popolare, il Comune di Padova traccia un bilancio che parla di numeri concreti e di un cambio di passo nella politica abitativa cittadina.
Da febbraio 2025 l’amministrazione ha scelto di riprendere in mano la gestione dei circa 1.800 alloggi pubblici – tra ERP ed edilizia convenzionata – affidandola direttamente al Comune in sinergia con APS Holding Spa. Una scelta che, secondo i dati diffusi, ha prodotto risultati tangibili: 2.838 ticket gestiti, 87 alloggi ristrutturati e restituiti alla dignità abitativa (35 dei quali di edilizia convenzionata), 945 persone incontrate, oltre 14mila segnalazioni ricevute e più di 11mila risolte.
Ma il dato che pesa di più, sul piano amministrativo, è il risparmio strutturale di quasi 400mila euro ottenuto grazie alla gestione unificata. Risorse che oggi alimentano un fondo dedicato a ristrutturazioni e miglioramenti del patrimonio abitativo comunale. Per gli inquilini, inoltre, cambia il rapporto con l’ente: un solo interlocutore, il Comune, dalla firma del contratto alla gestione quotidiana, con procedure più rapide e risposte più chiare.
La riorganizzazione nasce per affrontare in modo più incisivo l’emergenza abitativa che attraversa la città e per accelerare il recupero degli alloggi sfitti, consentendo al tempo stesso una programmazione degli investimenti di lungo periodo. «Non è solo manutenzione – spiegano dal Comune – ma la costruzione di una nuova cultura dell’abitare pubblico».
Soddisfatta l’assessora alle Politiche abitative Francesca Benciolini, tra le principali promotrici del progetto: «La politica della casa riguarda vite concrete e diritti da garantire. Con la gestione diretta abbiamo scelto di essere più vicini alle persone e più responsabili verso i cittadini». Benciolini sottolinea come la prossimità tra uffici comunali e APS Holding abbia favorito una maggiore rapidità negli interventi e una visione condivisa dei problemi, passando da una logica emergenziale a un approccio preventivo. Ne sono un esempio le 87 caldaie sostituite e i 630 sopralluoghi effettuati, che hanno permesso un confronto diretto con i residenti.
Un’attenzione particolare è stata riservata anche alla fase di assegnazione degli alloggi: gli operatori affiancano i nuovi inquilini nella stipula dei contratti e nella consegna delle case, verificando insieme lo stato dell’appartamento e fornendo indicazioni per un abitare consapevole. In tempi rapidi sono state inoltre recuperate e rimesse a disposizione 35 unità di edilizia convenzionata, destinate a nuclei in emergenza abitativa.
A confermare il clima positivo è anche il presidente di APS Holding, l’avvocato Giuseppe Farina: «Abbiamo affrontato questa nuova attività con l’obiettivo di curare la qualità del servizio e la relazione con gli utenti. Il primo anno registra un avvio incoraggiante e un buon gradimento da parte dell’utenza, frutto della sinergia con l’amministrazione comunale e dell’impegno quotidiano di chi lavora sul campo».
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