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10.02.2026 - 16:00
Foto di repertorio
Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato all’unanimità la cancellazione del debito contratto con lo Stato, originato dalle anticipazioni di liquidità degli anni 2013 e 2014 destinate a saldare i debiti commerciali delle aziende sanitarie venete. Il provvedimento, previsto anche per altre regioni tra cui Campania, Emilia-Romagna, Lazio e Toscana, doveva essere formalizzato entro il 28 febbraio.
Secondo l’assessore al bilancio, Filippo Giacinti, la misura permetterà alla Regione di incrementare significativamente l’uso dell’avanzo di amministrazione, pur rimanendo nei limiti di equilibrio di bilancio. Grazie a questo intervento, il Veneto non risulterà più in disavanzo per effetto del Fondo anticipazioni di liquidità e potrà disporre di una quota annua di avanzo utilizzabile che passerà dai circa 66 milioni del 2025 a circa 163 milioni tra il 2026 e il 2030, stabilizzandosi successivamente a 109 milioni annui dal 2031 al 2051, ha spiegato Giacinti in aula.
La legge di bilancio, che accompagna la cancellazione del debito con misure di compensazione e limiti all’impiego dell’avanzo, garantisce così maggiore flessibilità finanziaria alla Regione, con risorse destinate prioritariamente al rafforzamento della sanità e al miglioramento della gestione dei servizi pubblici.
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