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10.02.2026 - 16:13
foto di repertorio
Trento si prepara a una nuova fase nella sicurezza ospedaliera: dal 1° marzo al 31 maggio 2026 il pronto soccorso sperimenterà un sistema di videosorveglianza intelligente, in grado di analizzare in tempo reale immagini e segnali ambientali per individuare comportamenti potenzialmente aggressivi o situazioni anomale.
Il progetto, illustrato lunedì 9 febbraio in conferenza stampa dalla direttrice del Pronto soccorso Michela Marchiori e dalla direttrice del Dipartimento Infrastrutture Debora Furlani, nasce per contrastare il crescente numero di episodi di aggressività registrati nel 2025, circa un centinaio, soprattutto durante accettazione e triage e che hanno coinvolto infermieri, operatori socio-sanitari e personale amministrativo.
Durante la fase sperimentale – ha spiegato Furlani – le telecamere esistenti saranno integrate da dispositivi digitali e da un software basato su intelligenza artificiale. Il sistema sarà in grado di segnalare rapidamente al personale della sicurezza eventuali comportamenti anomali, senza attivare allarmi automatici, per valutare l’attendibilità delle segnalazioni e ridurre i falsi allarmi.
La protezione della privacy è garantita da cifratura dei dati e tecniche di oscuramento dei volti, in conformità con GDPR e AI Act. Al termine del periodo sperimentale, la Provincia e l’Azienda provinciale per i servizi sanitari (APSS) valuteranno possibili sviluppi futuri, inclusa l’integrazione di sistemi audio e dispositivi di emergenza.
L’iniziativa fa parte di una strategia più ampia volta a prevenire le aggressioni agli operatori sanitari, che comprende anche il Piano Previos per la sicurezza nelle strutture sanitarie. L’obiettivo è creare un ambiente di lavoro più sicuro e protetto per chi ogni giorno assiste i pazienti.
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