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Emergenza sanitaria

Vicenza, Pronto Soccorso al limite: personale sotto pressione e appello a soluzioni strutturali

Luisetto (Pd) esprime solidarietà agli operatori dell’ULSS 8 Berica dopo lo stato di agitazione proclamato dalla FP Cgil Vicenza e chiede interventi stabili su organici, sicurezza e gestione dell’emergenza-urgenza

Chiara Luisetto

Chiara Luisetto, PD

La tensione nei Pronto Soccorso dell’ULSS 8 Berica torna al centro del dibattito regionale. A Vicenza, la situazione è definita “ormai critica”: turni massacranti, carichi di lavoro in costante aumento, livelli di stress elevati e un clima reso più pesante anche da episodi di aggressione. A segnalare il quadro è la consigliera regionale del Partito Democratico, Chiara Luisetto, che esprime solidarietà al personale sanitario all’indomani della proclamazione dello stato di agitazione da parte della FP Cgil Vicenza.

Secondo Luisetto, peserebbero anche la progressiva fuga dei medici strutturati e il ricorso crescente a professionisti esterni, una soluzione “che non può diventare la normalità” e che non affronta le fragilità del sistema. “Oggi il peso dell’assistenza ricade sempre più sugli infermieri e sugli operatori sanitari, chiamati a gestire responsabilità crescenti senza adeguato supporto”, osserva la consigliera, ricordando come questa condizione metta a rischio sia chi lavora, sia la qualità delle cure garantite ai cittadini.

Nelle scorse settimane Luisetto ha chiesto di visionare gli atti sul personale del Pronto Soccorso, con particolare attenzione al ricorso alle cooperative, per avere un quadro puntuale della situazione. Rimane inoltre aperto il tema della sicurezza, con la richiesta di un presidio di polizia attivo 24 ore su 24 a tutela di sanitari e pazienti, in un contesto in cui il disagio è definito “palpabile”.

Le priorità indicate sono nette: rispetto per gli operatori, condizioni di lavoro sicure, organici adeguati e investimenti concreti nel settore dell’emergenza-urgenza. “Ascoltiamo il personale sanitario e diamo risposte reali. Non bastano più soluzioni d’emergenza”, conclude Luisetto.

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