“Bentornato in Veneto”. Con queste parole il presidente della Regione, Alberto Stefani, ha accolto Federico Faggin, fisico vicentino di fama mondiale, imprenditore e inventore che negli Stati Uniti ha costruito una carriera destinata a lasciare un segno profondo nella storia della tecnologia moderna.
Faggin, tra i protagonisti dello sviluppo del microprocessore e figura chiave dell’innovazione elettronica del Novecento, ha vissuto per decenni oltreoceano contribuendo in modo determinante alla nascita di strumenti oggi indispensabili come il personal computer e il telefono cellulare. Un percorso che, come ha sottolineato Stefani, “ha cambiato il nostro modo di vivere e comunicare”.
“Senza il suo contributo – ha dichiarato il presidente – probabilmente i dispositivi che utilizziamo ogni giorno sarebbero molto diversi. La sua è la storia di uno scienziato e innovatore straordinario, ma anche di un ricercatore che ha saputo interrogarsi sui grandi temi della coscienza e dell’esistenza.
L’incontro è stato anche l’occasione per guardare al futuro. Faggin, infatti, avrebbe manifestato l’intenzione di tornare a vivere stabilmente in Veneto dopo tanti anni trascorsi negli Stati Uniti. Un rientro che potrebbe tradursi non solo in una scelta personale, ma anche in un’opportunità per il territorio.
“Ci ha parlato dei suoi nuovi progetti – ha spiegato Stefani – e dell’idea di investire qui competenze ed esperienza. La Regione è pronta a collaborare per rendere il Veneto sempre più attrattivo per i giovani e per i talenti internazionali”.
L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare il ruolo del Veneto come terra di creatività e innovazione, capace di richiamare cervelli dall’estero e valorizzare le eccellenze locali. “Vogliamo che il nostro territorio diventi una destinazione privilegiata per chi ha idee, capacità e voglia di costruire il futuro”, ha concluso il presidente, definendo il ritorno di Faggin un simbolico e prezioso “cervello di ritorno”.