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Frontiere della medicina

Innovazione e coraggio in sala operatoria a Padova: un bambino di 9 anni operato al cervello restando sveglio

Il dottor Luca Denaro, primo in Veneto a utilizzare questa tecnica su un piccolo paziente, racconta a Radio Veneto24 l’intervento delicato che ha ridato la parola al piccolo

Il dottor Luca Denaro

Il dottor Luca Denaro

Un intervento neurochirurgico senza anestesia totale su un bambino di soli nove anni ha segnato un primato in Veneto. A realizzarlo è stato il dottor Luca Denaro, neurochirurgo dell’Azienda Ospedaliera-Università di Padova, che ha raccontato l'esperienza nel corso della trasmissione “Buongiorno Veneto” su Radio Veneto24.

Si tratta di una procedura chiamata “awake surgery”, ovvero chirurgia a paziente sveglio. Pur essendo consolidata in neurochirurgia, la tecnica fino a oggi non era quasi mai applicata su bambini così piccoli. Il piccolo paziente è stato operato per rimuovere una lesione localizzata vicino ai circuiti cerebrali che permettono l'uso della parola, con l’obiettivo di preservare le funzioni cognitive e comunicative.

«In neurochirurgia – ha spiegato Denaro – è fondamentale ottenere la massima resezione della malattia riducendo al minimo i rischi di danni funzionali. Per alcune funzioni complesse come la parola, gli strumenti tecnologici non sono ancora completamente affidabili: l’unico metodo certo è che il paziente parli durante l’intervento».

Durante l’operazione, il bambino è stato addormentato nella fase iniziale e svegliato nei momenti più delicati. Test neuropsicologici somministrati dall’équipe di anestesisti e neuropsicologi hanno permesso di monitorare in tempo reale il funzionamento dei circuiti cerebrali. «Abbiamo avuto un paio di momenti in cui ci siamo dovuti fermare – ha aggiunto Denaro – ma alla fine la lesione è stata rimossa completamente e il bambino sta bene».

Fondamentale, secondo il neurochirurgo, è stato il coinvolgimento del bambino e della sua famiglia fin dall’inizio, con simulazioni e spiegazioni dettagliate per ridurre ansia e traumi. «Il bambino era molto collaborativo – racconta Denaro – e persino impaziente perché volevamo procedere troppo lentamente».

L’intervento rappresenta un unicum in Veneto e un esempio di come la chirurgia pediatrica possa combinare precisione tecnica e attenzione psicologica al paziente. «Il piccolo potrà tornare a scuola, vivere la sua vita normalmente e affrontare le sue sfide quotidiane – conclude Denaro – con un pezzo di malattia in meno».

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