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“Il rumore delle immagini”: i ragazzi accendono la cinepresa contro la violenza di genere

Quasi 12 mila euro raccolti con il crowdfunding, 35 studenti di quattro scuole padovane al lavoro per un cortometraggio firmato dal Cantiere delle donne

“Il rumore delle immagini”: i ragazzi accendono la cinepresa contro la violenza di genere

Foto sul posto

Questa volta il cambiamento passa da una macchina da presa. E da 35 ragazzi che hanno scelto di mettersi in gioco per raccontare, con il linguaggio del cinema, la loro idea di parità e il loro rifiuto della violenza di genere. Sono ufficialmente partiti il 10 febbraio, negli spazi di Casa della Rampa a Padova, i lavori de “Il rumore delle immagini – un cortometraggio per cambiare il finale delle nostre storie”, progetto promosso dal Cantiere delle donne.

Un’iniziativa che nasce dal basso e che dal basso ha trovato la sua forza: la campagna di crowdfunding nazionale, ospitata sulla piattaforma Ideaginger, ha raccolto 11.755 euro, superando il 118% dell’obiettivo grazie al contributo di 109 sostenitori. Donazioni piccole e grandi – da un euro a mille – che hanno permesso di trasformare un’idea in un percorso concreto.

La prima lezione, dedicata al linguaggio cinematografico, è stata condotta dalla regista Martina Acazi, tra le promotrici del progetto. Casa della Rampa, luogo simbolo della città e sede di numerose iniziative culturali, ospiterà un ciclo di nove incontri che accompagneranno i ragazzi fino alla realizzazione del corto.

Prima dell’avvio ufficiale, l’associazione ha incontrato gli studenti negli istituti coinvolti per presentare il progetto e raccogliere le adesioni. Alla fine hanno risposto in 35, tutti dalla terza superiore in su, inserendo l’esperienza nei percorsi di alternanza scuola-lavoro. Quattro le scuole protagoniste: gli istituti Calvi e Valle e i professionali Engim ed Enaip.

Il cuore del progetto è l’intreccio tra giovani e linguaggio cinematografico. Il cinema diventa strumento di consapevolezza, spazio di confronto e responsabilità sociale. Il percorso prevede un’introduzione agli strumenti narrativi visivi, incontri guidati con una psicologa sul tema della violenza di genere, la scrittura della storia originale, la preparazione del set, tre giornate di riprese con professionisti del settore e il montaggio finale con una montatrice esperta.

I ragazzi saranno protagonisti in ogni fase: non solo attori, ma anche registi, tecnici del suono, responsabili della fotografia e dell’organizzazione. Un’esperienza di lavoro di squadra che unisce competenze tecniche e crescita personale.

Il tema del cortometraggio sarà scelto liberamente dagli studenti, accompagnati nel percorso di approfondimento e riflessione già dal secondo incontro. L’obiettivo è raccontare la loro visione della parità, con uno sguardo autentico e generazionale.

La prima è prevista per il 29 maggio, in una sede ancora da definire, alla presenza delle scuole, dei donatori e delle istituzioni cittadine e provinciali. Non solo: è già arrivato da Venezia l’invito a presentare il corto nello spazio della Regione Veneto durante la Mostra del Cinema.

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