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12.02.2026 - 12:07
Foto di repertorio
“Non può esistere un’Italia in cui la probabilità di essere multati dipende dalla regione in cui si vive”. Così i consiglieri regionali Riccardo Szumski e Davide Lovat del gruppo Resistere Veneto hanno annunciato la presentazione di un’interrogazione alla Giunta regionale sulla distribuzione degli autovelox.
Secondo i dati illustrati dai due esponenti, il Veneto conta circa 440 autovelox, pari a 9,1 dispositivi ogni 100.000 abitanti, mentre la Campania, con una popolazione simile, ne ha solo 48, ossia 0,9 ogni 100.000 abitanti. “Un cittadino veneto è esposto a un livello di controllo fino a dieci volte superiore rispetto a un cittadino campano. Questa disparità chiama in causa direttamente l’articolo 3 della Costituzione”, denunciano i consiglieri.
L’interrogazione mette inoltre in luce il “caos normativo” che si è creato negli ultimi mesi: solo un autovelox su quattro in Veneto risulterebbe immediatamente conforme ai nuovi criteri, con la possibilità che oltre 350 dispositivi debbano essere spenti. “Da una parte c’è una concentrazione abnorme di autovelox, dall’altra dispositivi potenzialmente irregolari e contenziosi in arrivo. I Comuni rischiano di perdere entrate strutturali”, evidenziano Szumski e Lovat.
Il caso di Adria, dove quattro autovelox frutterebbero circa 1,2 milioni di euro all’anno, viene citato come esempio di come lo strumento di controllo possa trasformarsi in un vero e proprio strumento di bilancio. “La sicurezza stradale è seria, ma non può diventare una tassazione occulta territoriale. Senza criteri nazionali chiari e uniformi, i cittadini veneti continueranno a essere penalizzati in modo sproporzionato rispetto al resto del Paese”, concludono i consiglieri.
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