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14.02.2026 - 09:16
I figli di Manuela e Davide, Simone e Federico, abbracciano la moto dei genitori, scomparsi in un incidente a luglio
Nel frastuono dei motori e tra gli stand del Motor Bike Expo di gennaio, a VeronaFiere è accaduto qualcosa di speciale. In mezzo alle migliaia di visitatori c’erano Simone e Federico, figli di Davide Magnanini e Manuela Ghezzo, la coppia di harleysti scomparsa lo scorso 12 luglio in un tragico incidente stradale a Jesolo. Per loro, tra cromature e luci, è comparsa all’improvviso la Harley Davidson dei genitori, totalmente restaurata, ricostruita pezzo dopo pezzo, come gli amici harleysti avevano promesso.
L’idea ha preso forma nei mesi successivi alla tragedia. “Questo progetto nasce come reazione ed elaborazione del lutto nel modo più naturale, fare qualcosa”, raccontano gli amici e compagni di harley che si sono mobilitati. A chiedere che la moto tornasse allo stato originale erano stati proprio i figli. Da lì la scelta: lavorare in segreto e consegnare il risultato con una sorpresa, nel cuore del Motor Bike Expo.
Tra i promotori c’è Fabio, tra i fondatori dell’HOG (sigla dei gruppi di harleysti) di Treviso, che ha messo a disposizione trent’anni di esperienza, contatti e credibilità. La voce del progetto ha iniziato a correre tra i gruppi del Nord Est e, passo dopo passo, la rete si è allargata. Ognuno ha aggiunto un tassello: Andreas, capo officina del concessionario di Bolzano, colpito dalla storia, ha dedicato ore e ore al lavoro; Cristian ha donato componenti compatibili; Stefano, carrozziere di Montebelluna, ha messo tecnica ed esperienza al servizio della ricostruzione.
«Ci ha guidati un filo rosso: la fratellanza biker», spiegano. «Siamo partiti in dodici e ci siamo ritrovati in milleduecento. Abbiamo rimesso su strada una moto che molti davano da rottamare». Lo svelamento è avvenuto in pubblico: a presentare il veicolo, tra stupore e commozione, è stato il campione di bike trial Vittorio Brumotti insieme ai conduttori di Virgin Radio, con il supporto della direzione del Motor Bike Expo.
Ma la storia non finisce qui. “Abbiamo pensato di continuare a fare del bene e approfittare di questo evento per avviare un crowfounding per darci le basi per fondare un’associazione da dedicare alla memoria di Davide e Manuela - raccontano ancora gli amici - Che avrà lo scopo di sostenere altri progetti di solidarietà e diffondere la cultura della sicurezza stradale”. Alla raccolta fondi hanno già aderito gli HOG di Treviso, Padova, Bassano, Verona, Trento, Mantova e Bolzano. Sul serbatoio resta inciso il simbolo nato da questa avventura: cuori e mani intrecciati, quelli di Davide e Manuela, ma anche quelli di chi continuerà sempre a portarli con sé lungo la strada.
Davide Grosoli
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