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L'intervista
13.02.2026 - 14:00
Foto di repertorio
«Una responsabilità importantissima, per una sfida decisiva». Così il senatore Andrea Martella, segretario regionale del Partito Democratico e da pochi giorni candidato sindaco del centrosinistra, ha spiegato ai microfoni di Radio Veneto24 le ragioni che lo hanno spinto a correre per la guida della città lagunare.
A convincerlo, racconta, «le tante persone che studiano, lavorano e vivono a Venezia» e le forze «democratiche, progressiste, ambientaliste e civiche» riunite nella coalizione “La buona stagione”. Un progetto che punta dichiaratamente a «una svolta», perché – sostiene – «ci sono ancora molti problemi aperti che in questi anni non sono stati affrontati e quindi non risolti».
Il primo nodo è l’overtourism. «Gli effetti di un turismo molto pressante e di una monocultura turistica – osserva Martella – si scaricano sulla città e soprattutto sulla casa». Il risultato è sotto gli occhi di tutti: perdita di residenti, affitti turistici che alimentano la speculazione, giovani costretti a cercare altrove opportunità di lavoro e di vita.
Per questo il candidato del centrosinistra propone una regolazione più stringente degli affitti brevi, «tutelando la piccola e piccolissima proprietà, ma impedendo la speculazione selvaggia». Un equilibrio delicato, ma necessario, per arginare l’espulsione progressiva dei cittadini dal centro storico e, fenomeno sempre più evidente, anche da Mestre.
Ed è proprio su Mestre e Marghera che Martella accende un altro faro. «Le chiamiamo periferie, ma in realtà sono il cuore vitale della città», afferma. Quartieri che, a suo dire, «si sono sentiti abbandonati, privi di funzioni e servizi adeguati alla loro vocazione metropolitana» e dove il tema della sicurezza è diventato centrale.
«La sicurezza – insiste – è un diritto come il lavoro e la salute. I cittadini devono poterla vivere come esperienza quotidiana». Un diritto che riguarda soprattutto «i più fragili, gli anziani, chi si sente solo» e che, promette, sarà al centro dell’agenda amministrativa.
Infine, la proposta più ambiziosa: lo status di città a statuto speciale. Martella ricorda che Venezia gode già di una “specialità” riconosciuta dalla legge come città di preminente interesse nazionale, ma avverte: «Questa specialità rischia di andare perduta». Da qui il disegno di legge presentato nei mesi scorsi al Senato per riconoscere alla città un rango costituzionale, «un passo in più» per tutelarne l’unicità e garantirle strumenti adeguati ad affrontare sfide straordinarie.
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