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Teatro La Fenice, sindacati respingono accuse di “pensiero unico” e difendono i lavoratori

Le Segreterie regionali contestano le dichiarazioni del Sindaco e del Sovrintendente: pluralismo e coerenza alla base delle mobilitazioni sindacali

Teatro La Fenice, sindacati respingono accuse di “pensiero unico” e difendono i lavoratori

Foto di repertorio

Le Segreterie regionali di SLC CGIL, FISTel CISL, UILCOM UIL e FIALS CISAL intervengono con un comunicato ufficiale per chiarire la posizione dei lavoratori del Teatro La Fenice, dopo le recenti dichiarazioni del Sindaco e del Sovrintendente.

I sindacati respingono con fermezza le accuse di “nonnismo” o di un presunto “pensiero unico” che imporrebbe le proteste interne. «Parlare di una minoranza che trascina una maggioranza silenziosa significa offendere l’intelligenza e la libertà di centinaia di professionisti – si legge nel comunicato –. La nostra forza risiede nel pluralismo: una rappresentanza che unisce tutte le sigle sindacali è l’esatto contrario di un pensiero egemone; è espressione concreta di democrazia.

Le Segreterie accolgono con favore l’annuncio sul welfare aziendale, considerato ormai imminente dopo mesi di rinvii, ma sottolineano che il riconoscimento economico è frutto della determinazione dei lavoratori e non di “generosità politica o scadenze elettorali”.

Il comunicato critica inoltre le dichiarazioni del Sovrintendente Colabianchi sull’autonomia delle Fondazioni e sulla trasparenza dei ruoli, giudicate in contrasto con la gestione quotidiana del teatro. «Non si può invocare fiducia e fine della precarietà a Roma, mentre a Venezia si consolida un accentramento decisionale che marginalizza competenze interne e riduce il cartellone a una vetrina di “campioni di visibilità”», spiegano i sindacati.

Infine, viene contestata la giustificazione della mancanza di nomi di rilievo internazionale nella prossima stagione con generici “motivi tecnici” o esigenze di “visibilità”. «La Fenice merita una programmazione all’altezza della sua storia, fondata sul merito artistico e su una visione culturale solida, non su opportunità mediatiche o politiche contingenti”, concludono le Segreterie Regionali.

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