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Hockey femminile

L’Italia sogna per un tempo ma gli USA sono troppo forti: l'avventura olimpica si ferma ai quarti

Un'Olimpiade indimenticabile finisce contro la corazzata americana, ma le ragazze di Bouchard lottano fino all'ultimo

L'Italia al termine della partita

L'Italia al termine della partita

Sembrava la Cenerentola dei Giochi di Milano Cortina 2026, e per certi versi lo è stata, cimentandosi contro avversarie nettamente più forti, ma l'Italia femminile esce dal torneo olimpico di hockey su ghiaccio a testa altissima.

Dopo una cavalcata incredibile alla fase preliminare, che ha visto le Azzurre chiudere al terzo posto il Girone B, arriva la sfida da dentro o fuori con la corazzata USA, capitanata dalla leggenda dell’hockey femminile Hilary Knight.

Davide contro Golia, ma Golia stavolta è davvero imbattibile e le nostre ragazze capitolano 6-0. Il risultato perentorio non deve però trarre in inganno, perché solo una frazione di gioco, la seconda, è davvero disastrosa (5-0 il parziale del secondo tempo).

Pur con evidenti limiti tecnici, e un attacco per lunghi tratti inesistente, l’Italia scende sul ghiaccio di Rho con grinta e la giusta cattiveria per impensierire la nazionale a stelle e strisce, rischiando persino di passare in vantaggio nel primo tempo con un contropiede che ha tenuto col fiato sospeso tutti i 4mila tifosi presenti nel padiglione della fiera di Rho, per la maggior parte americani.

Ottima la tenuta mentale e pure quella fisica, anche se chiaramente il divario tecnico è incolmabile, contro una nazione che respira hockey dalla mattina alla sera e gode dell’unica lega professionistica femminile al mondo in questo sport.

Ottima anche Gabriella Durante tra i pali, che parerà ben 45 dei 51 tiri subiti, inchiodando le stellate sullo 0-0 per ben 13 minuti, prima della rete segnata da Keller in 4 contro 4. E appena prima dell'intervallo, il portiere azzurro si supera con un’incredibile parata di bastone mentre è riversa sul ghiaccio con la porta praticamente spalancata. Fin qui senza dubbio il miglior salvataggio dell’intera olimpiade, incluso il torneo maschile.

Purtroppo la prima frazione prosciuga troppe energie e nel secondo tempo gli Stati Uniti dilagano, segnando tre reti in altrettanti minuti. Ma capitan Mattivi e compagne non si lasciano scoraggiare, rispondendo carica su carica alla fisicità delle avversarie. Nemmeno l’idea di una rissa le spaventa, tant’è che in più occasioni si arriva quasi a gettare i guantoni e risolverla a pugni, come nei violenti anni '70 e '80 che alcuni nostalgici rimpiangono. Nel frattempo arrivano altre due reti, ma l’atteggiamento delle Azzurre non cambia minimamente.

Il terzo periodo finisce a reti inviolate, complice anche un’America soddisfatta del punteggio, ma in buona parte per merito delle Italiane che continuano a pressare chiudendo le avversarie nella propria metà campo per tutto l'ultimo minuto di gioco. 

L’avventura olimpica delle nostre ragazze finisce dunque ai quarti, ma dopo le vittorie contro Francia e Giappone, e la sconfitta al fotofinish con la Germania, era davvero difficile chiedere di più.

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