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SOS cormorani
14.02.2026 - 10:08
Foto di repertorio
La difesa della biodiversità non può trasformarsi in una guerra tra specie. È questa la linea netta tracciata da LNDC Animal Protection contro il piano approvato dalla Provincia di Trento per il contenimento dei cormorani, misura pensata per proteggere la trota marmorata, pesce autoctono simbolo delle acque trentine.
A parlare è la presidente dell’associazione, Piera Rosati, che non usa mezzi termini: «La protezione di una specie non può avvenire a discapito di un’altra. Una società civile deve saper trovare soluzioni equilibrate, mettendo al centro la convivenza e la salvaguardia della vita in tutte le sue forme».
Pur riconoscendo l’importanza della tutela della trota marmorata e degli ecosistemi fluviali, LNDC contesta il metodo. Secondo gli animalisti, l’abbattimento dei cormorani rappresenta «una risposta semplicistica a un problema complesso», che non affronta le vere cause degli squilibri ambientali: degrado degli habitat, modifiche antropiche dei corsi d’acqua, pressione delle attività umane.
Nella nota diffusa dall’associazione si sottolinea come i cormorani facciano parte integrante dell’ecosistema e svolgano un ruolo naturale nelle dinamiche ambientali. Additarli come principali responsabili del calo della trota marmorata significherebbe, secondo LNDC, adottare una visione riduttiva che considera la fauna selvatica solo come un ostacolo da eliminare.
L’associazione propone un’alternativa: stop agli abbattimenti e via libera a interventi strutturali e scientificamente fondati. Tra le richieste, un monitoraggio ecologico continuo e trasparente e l’adozione di sistemi di prevenzione e dissuasione non letali. L’obiettivo dichiarato è quello di proteggere davvero tutte le specie coinvolte, evitando di alimentare una cultura della contrapposizione tra animali.
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