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Trento punta sul trasporto pubblico: opportunità, criticità e richieste di commercianti e albergatori

Più autobus, percorsi dedicati ai turisti e attenzione a commerci e parcheggi

Trento punta sul trasporto pubblico: opportunità, criticità e richieste di commercianti e albergatori

Foto di repertorio

Trento si trova al crocevia di una scelta strategica: il comune e Trentino Trasporti stanno preparando un nuovo piano strategico per il trasporto pubblico cittadino, il primo dopo vent’anni. L’obiettivo dichiarato è rendere la città più attrattiva, ridurre il traffico automobilistico e migliorare la qualità della vita. Ma le categorie economiche locali chiedono che la trasformazione sia misurata, inclusiva e attenta alle esigenze di commercianti, albergatori e pendolari.


Le associazioni di categoria hanno avanzato osservazioni precise. Fiorenzo Dalmeri, presidente di Aci Trento, sottolinea la necessità di una revisione del numero dei mezzi in circolazione: "Siamo favorevoli a una diminuzione del traffico... spero che si possa ideare un piano che aumenti il numero degli autobus, dei percorsi e della loro frequenza". L’idea è chiara: ridurre le auto private non significa penalizzare la mobilità, ma offrire alternative più capillari ed efficaci. Per gli albergatori la componente turistica dev’essere integrata nella pianificazione. Maria Teresa Lanzinger, proprietaria dell’Hotel America e referente Asat per Trento, evidenzia difficoltà pratiche: i turisti faticano a raggiungere attrazioni come il MUSE con i mezzi pubblici. Propone dunque l’istituzione di linee dedicate che colleghino i principali punti di interesse cittadini e provinciali, facilitando gli spostamenti di chi lascia l’auto in hotel ma poi incontra problemi di parcheggio e collegamento.

I progetti di riqualificazione urbana — tra cui l’hub di interscambio e la nuova stazione — rendono urgente una riorganizzazione del servizio. Massimiliano Peterlana, vicepresidente vicario di Confesercenti e presidente di Fiepet, richiama l’attenzione sui fattori che determinano il successo del sistema: rapidità dei collegamenti, parcheggi di interscambio comodi e sicuri, percorsi agevoli per bici e pedoni. Fondamentale è anche la percezione del tempo: se l’auto non è significativamente più vantaggiosa in termini di rapidità, il cambiamento faticherà a decollare.

Un trasporto pubblico più efficiente può avere ricadute positive sull’economia locale. Peterlana spiega che aumentare l’accessibilità favorisce l’ingresso in città delle persone, che sono poi incentivate a sostare e a passeggiare davanti alle vetrine, contribuendo alla vitalità commerciale. Ridurre il traffico e aumentare la presenza di persone a piedi può inoltre trasformare i negozi in presidi di sicurezza, migliorando la percezione e la realtà della sicurezza urbana.

Emerge un messaggio condiviso: la sostenibilità urbana è un obiettivo benvenuto, ma deve essere perseguito con equilibrio. Ridurre le auto è auspicabile, a patto che sia accompagnato da investimenti strutturali su mezzi, frequenze, percorsi e parcheggi di interscambio

Il nuovo piano rappresenta un’opportunità per ripensare la mobilità integrata di Trento, con ricadute su turismo, commercio e qualità urbana. Le richieste delle categorie economiche delineano un’agenda operativa: aumentare flotte e frequenze, studiare linee turistiche dedicate, garantire parcheggi e interscambi funzionali, prolungare gli orari, e valorizzare spazi urbani come l’ex stazione delle corriere.

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