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Rovereto, riqualificazione di piazza del Podestà: un milione per sicurezza, museo e nuove funzioni urbane

Sicurezza pedonale e spazi culturali entro il 2027

Riqualificazione di piazza del Podestà: un milione per sicurezza, museo e nuove funzioni urbane

Rovereto



UN LUOGO SENZA IDENTITÀ CHE VUOLE RITROVARE RUOLO
Piazza del Podestà, sulla carta una delle piazze più importanti della città di Rovereto, oggi appare piuttosto come un crocevia di transito: affaccia sul municipio, sull’ingresso alle artiglierie del Museo storico italiano della guerra (Mitag) e ospita il monumento a Fabio Filzi e Damiano Chiesa insieme a un raro mortaio Skoda — uno dei soli tre esemplari rimasti in Europa (gli altri a Belgrado e Bucarest). Il Comune, consapevole dello stato di degrado e dell’assenza di una chiara identità urbana, ha quindi avviato un progetto di riqualificazione dotato di un finanziamento di almeno un milione di euro e affidato la progettazione a quattro professionisti (un architetto, due ingegneri e un geometra).


OBIETTIVI E AMBITO DEGLI INTERVENTI
Il progetto di fattibilità tecnica ed economica (PFTE) è atteso per la fine del mese: esso riguarda l’intero tratto stradale che va dalla passerella di via Bertolini fino alla prima parte di via Vicenza, nel tratto in curva sotto il castello. L’intento dichiarato dall’Amministrazione è valorizzare tutti gli elementi che si affacciano sulla piazza, intervenendo su aspetti trasversali quali: - illuminazione, per mettere in rilievo i beni storici e monumentali; - pavimentazione, oggi gravemente degradata a causa del traffico pesante, con sostituzione dell’asfalto per dare "un nuovo volto alla piazza"; - marciapiedi, ristretti e da rifare per migliorare la fruizione pedonale; - attraversamenti pedonali, da ridisegnare e mettere in sicurezza, anche in vista delle nuove funzioni previste nella zona.

IL RUOLO DELL’EX CASERMA DAMIANO CHIESA: IL MUSEO SI AMPLIA
Un elemento che cambierà profondamente il volto dell’area è l’ex caserma Damiano Chiesa, sull’altro lato della strada rispetto al Mitag, attualmente in ristrutturazione e destinata a diventare un’ulteriore sede del museo con apertura prevista per il 2027. Qui verrà trasferito l’imponente archivio oggi distribuito in quattro sedi; secondo Francesco Frizzera, direttore del Mitag, l’obiettivo non è soltanto migliorare gli standard di conservazione ma trasformare l’archivio in un centro di documentazione alla tedesca: dall’uso esclusivo da parte dei circa 250 ricercatori l’anno verso un’apertura al pubblico e a una fruizione più ampia. L’ex caserma, a differenza della sede principale del Mitag (dove il progetto per un ascensore era stato bocciato dalla Soprintendenza con conseguente perdita di finanziamento e ora è di nuovo in discussione), sarà sbarrierata: potrà ospitare attività didattiche, laboratori, workshop, presentazioni e conferenze in spazi polifunzionali e accogliere piccole collezioni e mostre stagionali in via Vicenza.

SICUREZZA E FLUSSI: STUDENTI E TURISMO IN MEZZO AL TRAFFICO
La riqualificazione assume così una valenza di sicurezza pubblica: già oggi infatti transitano su quella piazza autobus che ogni anno portano al museo 22.000 studenti, oltre ai pullman turistici. Il direttore Frizzera sottolinea come la piazza sia baricentrica per i percorsi dei visitatori: circa 10.000 persone scendono dal Mitag verso la sezione artiglieria e potrebbero proseguire verso l’ex caserma. Per questo sono allo studio soluzioni concrete per rallentare e regolare il traffico: dall’installazione di dissuasori di velocità a un semaforo a chiamata su via Vicenza, oltre al rifacimento dei marciapiedi e al miglioramento degli attraversamenti pedonali.

ASPETTI CRITICI E TEMI APERTI
Il progetto si presenta ambizioso ma non privo di nodi da sciogliere. Tra i punti che richiederanno attenzione: il coordinamento con le opere già previste o in discussione per la sede principale del Mitag (come l’ascensore bocciato dalla Soprintendenza), la gestione del traffico pesante che ha contribuito al degrado della pavimentazione, la definizione degli interventi di illuminazione compatibili con il contesto storico e la tutela dei monumenti, e il mantenimento dell’equilibrio tra funzioni di presidio culturale e mobilità urbana. Inoltre, l’effettiva fruibilità pubblica dell’archivio dell’ex caserma dipenderà dalle scelte di allestimento e governance: trasformare un archivio specialistico in un centro di documentazione aperto richiede investimenti in conservazione, ricerca e attività pubbliche oltre alla semplice riorganizzazione spaziale.

PERCHÉ IL PROGETTO CONTA
La riqualificazione di piazza del Podestà non è soltanto un intervento estetico: è un tassello per ridare centralità a un nodo urbano che mette in relazione patrimonio storico, offerta culturale (Mitag e nuova sede), flussi turistici ed esigenze dei residenti. Se ben progettato, il recupero potrà migliorare la sicurezza di chi attraversa la piazza ogni giorno — studenti inclusi — e offrire nuovi spazi di socialità e cultura, contribuendo a una più coerente e attrattiva immagine della città.

IL CALENDARIO E LE PROSSIME MOSSE
Il PFTE è atteso entro fine mese; l’apertura dell’ex caserma come sede del Mitag è prevista per il 2027. Nei prossimi mesi andranno definiti i dettagli tecnici, la tempistica degli interventi stradali e pedonali e le soluzioni per mitigare l’impatto del traffico pesante. Sarà altresì fondamentale il dialogo con la Soprintendenza e con i soggetti culturali coinvolti per assicurare che la riqualificazione valorizzi il patrimonio senza comprometterne l’integrità.

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