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Pasqualon (UdC): “Salviamo le Pro Loco dal fisco, tuteliamo il volontariato veneto”

Il consigliere regionale: “Il nuovo regime fiscale rischia di spegnere il ‘fuoco sacro’ di oltre 50mila volontari e delle sagre storiche”

Pasqualon (UdC): “Salviamo le Pro Loco dal fisco, tuteliamo il volontariato veneto”

Foto di repertorio

Le Pro Loco del Veneto, motore di volontariato e custodi della tradizione locale, rischiano di essere soffocate dal nuovo regime fiscale collegato al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore). A lanciare l’allarme è il consigliere regionale Eric Pasqualon (UdC), che annuncia la presentazione di una mozione urgente per salvaguardare il sistema delle associazioni presenti sul territorio.

Le Pro Loco non sono multinazionali della ristorazione e non possono essere trattate come tali – afferma Pasqualon –. Applicare loro le stesse regole di un’impresa commerciale significa spegnere il ‘fuoco sacro’ del volontariato che rende il Veneto un modello di coesione”.

Il nodo della questione è l’applicazione dell’articolo 79 del Codice del Terzo Settore, che declasserebbe a enti commerciali le associazioni le cui entrate derivanti da sagre e feste superino i costi istituzionali. “Per le Pro Loco ogni euro incassato non è un utile, ma un avanzo di gestione sociale – spiega Pasqualon –. Queste risorse vengono reinvestite in restauri, scuole, sostegno alle famiglie e Protezione Civile. Tassarle significherebbe privare i cittadini di servizi di prossimità e mettere a rischio manifestazioni secolari, veri e propri ‘musei viventi’ della civiltà veneta”.

Il consigliere sottolinea anche l’impatto sull’economia locale: “Se cadono le Pro Loco, crolla l’intera filiera corta di agricoltori e artigiani, minacciando un patrimonio culturale ed economico prezioso”.

La mozione impegna la Giunta regionale a chiedere al Governo una revisione urgente della normativa, affinché la somministrazione temporanea di cibi e bevande negli eventi non sia più considerata attività commerciale. “Difendere le Pro Loco significa difendere la nostra storia, la nostra economia rurale e quel legame generazionale che mantiene vive le nostre piazze”, conclude Pasqualon.

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