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16.02.2026 - 15:00
Foto di repertorio
La cultura accende la fiamma olimpica e la lirica si intreccia con lo sport. Nel cuore di Cortina d'Ampezzo, all’interno di Casa Veneto ospitata dalla Regione, la Fondazione Arena di Verona ha alzato il sipario sull'Opera Festival 2026, tracciando un ponte ideale tra il racconto dei Giochi e la grande tradizione musicale italiana.
Per la prima volta nella sua storia millenaria, l'Arena sarà teatro di due appuntamenti simbolo: il 22 febbraio ospiterà la Cerimonia di chiusura olimpica con Orchestra e Coro areniani, mentre il 6 marzo accoglierà l'apertura delle Paralimpiadi. Un passaggio epocale per l'anfiteatro scaligero, che si prepara a parlare a miliardi di spettatori nei cinque continenti.
A suggellare la presentazione, l'esibizione del violinista Giovanni Andrea Zanon, che ha regalato al pubblico un intenso estratto da Le Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi e un virtuosistico Capriccio di Niccolò Paganini. Un'anticipazione di quella che si annuncia come un'estate storica sotto le stelle veronesi.
«L'Italia è sotto i riflettori internazionali e mostra al mondo le sue eccellenze», ha sottolineato il vicedirettore artistico Stefano Trespidi. «Tra pochi giorni sarà l'Arena a incantare i cinque continenti. È motivo di orgoglio diventare sede delle Cerimonie Olimpiche».
Sulla stessa lunghezza d'onda Marco Balich, mente creativa delle cerimonie: «Le emozioni dell'apertura dei Giochi vengono rinnovate ogni giorno dalle vittorie azzurre. Siamo orgogliosi che l'Arena diventi il prossimo palcoscenico della celebrazione dello sport e dei suoi valori».
Archiviato il successo di Viva Vivaldi, il Balich Wonder Studio tornerà in Arena con una nuova creazione destinata a lasciare il segno: Paganini Paradise. Superlive Immersive Concert. L'anteprima mondiale è fissata per il 18 agosto 2026. Lo spettacolo intreccerà le musiche di Paganini con composizioni ispirate al tema del Paradiso, in un'esperienza immersiva che promette di fondere tecnologia, arte e grande tradizione musicale.
Dopo le cerimonie olimpiche e paralimpiche, l'Arena tornerà così alla sua vocazione originaria: l'opera all'aperto. Ma lo farà con una consapevolezza nuova, quella di essere diventata, ancora una volta, ambasciatrice globale della cultura italiana.
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