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Mercato del lavoro

In Veneto tra febbraio e aprile previsti 137mila nuovi posti di lavoro, quasi 10mila in meno rispetto allo scorso anno

Il rapporto di Unioncamere, basato sui dati del Ministero del Lavoro, segnala un calo delle assunzioni in regione: oltre la metà dei profili cercati dalle imprese è difficile da trovare

Foto di repertorio

Foto di repertorio

Tra febbraio e aprile le aziende del Veneto prevedono di assumere 137.030 persone. Un numero importante, ma in calo: sono 9.630 ingressi in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

È quanto emerge dal rapporto di Unioncamere, elaborato sui dati raccolti dal Ministero del Lavoro, che fotografa l’andamento delle entrate nel mercato del lavoro regionale.

Guardando al solo mese di febbraio, il calo è più contenuto ma comunque presente: rispetto a febbraio 2025 sono previste 680 assunzioni in meno. Un segnale di rallentamento che coinvolge diverse realtà produttive del territorio, da Venezia alle altre province venete.

Un altro dato che pesa è quello delle figure professionali difficili da trovare: il 50,7% dei profili richiesti dalle imprese è considerato di non facile reperibilità. In pratica, più di un lavoratore su due tra quelli cercati dalle aziende rischia di restare introvabile, complicando i piani di assunzione.

Nel confronto con il resto del Paese, il Veneto non rientra tra le regioni in crescita. Nei tre mesi presi in esame, solo quattro territori registrano un aumento degli ingressi nel mondo del lavoro: Piemonte (+1.560), Valle d’Aosta (+390), Lombardia (+13.470) e Liguria (+1.210).

Per il Veneto, dunque, l’avvio del 2026 si apre con numeri in flessione rispetto all’anno precedente, in un contesto in cui le imprese continuano a cercare personale ma faticano a trovare i profili adatti.

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