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Emergenza OSS

Cresce la carenza di operatori socio-sanitari in Veneto, i corsi troppo costosi escludono chi vuole lavorare nel settore

Le consigliere regionali Bigon, Luisetto e Sambo (Pd) chiedono alla Regione di rendere gratuiti i corsi per disoccupati e di allargare l’accesso ai voucher anche a part-time, lavoratori a termine e chi ha redditi bassi

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Il Veneto affronta una vera emergenza di personale socio-sanitario: le strutture pubbliche e private della regione segnalano da tempo una grave carenza di Operatori Socio Sanitari (OSS), con conseguenze dirette sulla qualità dei servizi, soprattutto per anziani e persone fragili.

A sollevare la questione sono le consigliere regionali del Partito Democratico, Anna Maria Bigon, Chiara Luisetto e Monica Sambo, che hanno depositato un’interrogazione sul tema. “Nonostante l’elevata domanda di lavoro nel settore, i costi dei corsi rimangono una barriera insostenibile – spiegano –. Un corso per OSS può superare i 2mila euro, una cifra proibitiva per chi ha poche risorse economiche, pur essendo motivato a intraprendere questa professione”.

Le tre consigliere propongono di rendere la formazione più accessibile: estendere i voucher regionali da 1.700 euro, attualmente riservati ai disoccupati, anche a lavoratori part-time, a termine e a basso reddito; rendere completamente gratuiti i corsi per chi non percepisce alcun reddito; eliminare i costi aggiuntivi per le certificazioni linguistiche, un ostacolo per molti cittadini stranieri già integrati grazie al supporto di associazioni e volontari locali.

“Non possiamo permetterci di lasciare posti vacanti nelle strutture mentre ci sono persone motivate che non possono accedere ai corsi per motivi economici o burocratici – sottolineano Bigon, Luisetto e Sambo –. Investire nella formazione OSS significa investire nella salute pubblica, nell’occupazione e nella coesione sociale”.

Le consigliere chiedono quindi un intervento urgente della Regione Veneto per rivedere i criteri di accesso ai voucher e garantire percorsi formativi realmente alla portata di tutti, così da rispondere concretamente al fabbisogno del territorio e assicurare servizi adeguati alle fasce più fragili della popolazione.

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