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17.02.2026 - 08:40
Foto di repertorio
«La Regione non resti alla finestra». È un appello diretto quello lanciato da Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale del Veneto, che ha depositato una mozione per chiedere un intervento immediato sulla vertenza delle Acciaierie Valbruna.
Secondo Cunegato, il tempo stringe e l’incertezza pesa su quasi 1.800 lavoratori tra Vicenza e Bolzano, con il rischio concreto che l’azienda possa orientare altrove i propri investimenti. «Chiediamo alla Regione Veneto di assumere un ruolo attivo» – sottolinea – incontrando subito azienda e sindacati, partecipando ai tavoli nazionali e riferendo in commissione sugli sviluppi della situazione.
Nel mirino anche la Giunta regionale, guidata dal presidente Luca Zaia. «Finora non ci risulta un confronto diretto con le parti» – afferma Cunegato –. Eppure il ministro Urso ha parlato di 143 milioni di euro già approvati attraverso il contratto di sviluppo con Invitalia. Risorse che devono essere utilizzate per ammodernare gli impianti e avviare una vera riconversione verso l’acciaio green, con una riduzione significativa delle emissioni.
Il consigliere richiama anche la responsabilità condivisa tra istituzioni, osservando come Regione Veneto, Provincia autonoma di Bolzano e Governo nazionale siano espressione della stessa area politica. «Se Bolzano chiude – avverte – Vicenza sarà inevitabilmente colpita. E c’è il timore che parte della produzione possa essere spostata negli Stati Uniti, dove l’azienda ha recentemente investito 28 milioni di dollari».
A preoccupare sono anche le voci di possibili operazioni speculative sulle aree industriali, ipotesi ventilata dai sindacati e definita «gravissima» da Cunegato. «Non si può giocare con il futuro di quasi 1.800 lavoratori e con quello dell’indotto. Serve un’azione coordinata e tempestiva per garantire occupazione, continuità produttiva e una transizione industriale davvero sostenibile».
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