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Mobilità
17.02.2026 - 08:57
Foto di repertorio
Il Partito Democratico lancia un appello deciso ai governatori del Trentino-Alto Adige: «Agite subito per mantenere sul territorio la concessione dell’A22». Dopo anni di dibattito sul modello di gestione "in house", ora, spiegano i dem, ci sarebbe una concreta finestra di opportunità, sia politica sia giuridica.
A parlarne sono il segretario provinciale Alessandro Dal Ri, il capogruppo in consiglio provinciale Alessio Manica e Gigi Olivieri, esperto del dossier Autobrennero. La recentissima sentenza della Corte di giustizia europea sulla prelazione in altri appalti sembrerebbe infatti influenzare anche il bando di concessione dell’autostrada. Di fatto, le possibilità ora sono due: o la gara procede senza diritto di prelazione a favore di Autobrennero, o il ministero decide per la revoca, aprendo la strada alla gestione pubblica.
Secondo fonti interne, il Ministero delle Infrastrutture dovrebbe prendere una decisione entro la settimana. Intanto, Autobrennero esercita forti pressioni per confermare la gara, forte della conoscenza del piano di investimenti da 10 miliardi di euro nell’arco dei 50 anni di concessione. Tuttavia, sottolineano i dem, il piano risulta poco remunerativo per gli operatori privati, e la gara potrebbe non risultare appetibile per grandi gruppi come Aspi o Abertis.
Il Pd ricorda che la scelta della società in house è stata già adottata in territori vicini come il Friuli Venezia Giulia. «Il rischio è perdere la concessione a vantaggio di soggetti esterni – spiega Olivieri – mentre l’A22 è uno strumento fondamentale per la mobilità e lo sviluppo locale. Non possiamo permettere che vada in mano a privati».
In passato, il progetto in house aveva incontrato ostacoli sul valore delle quote e sulla valutazione della Corte dei Conti. Oggi, con stime più aggiornate, il percorso appare più percorribile. La proposta del Pd è chiara: chiedere ai due presidenti di aprire la strada alla revoca della gara e alla gestione pubblica dell’autostrada, garantendo così autonomia e controllo sullo sviluppo infrastrutturale del territorio.
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