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Non solo montagne: il DNA del Trentino racchiuso in 5 modi di dire

Dalla saggezza contadina alla filosofia del "fare"

Non solo montagne: il DNA del Trentino racchiuso in 5 modi di dire

foto di repertorio

Se pensate che per capire il Trentino basti guardare le vette delle Dolomiti o assaggiare un calice di Teroldego, vi sbagliate di grosso. Il vero codice d’accesso a questa terra si trova nelle parole asciutte, taglienti e incredibilmente ironiche dei suoi abitanti. Abbiamo selezionato i detti più iconici che spiegano l’anima di questo popolo.

1. "Piove e fa sol, le strie le fa l'amor"

Traduzione: Piove e c'è il sole, le streghe fanno l'amore. Questo detto poetico e misterioso viene usato ogni volta che il meteo impazzisce. In Trentino, dove il tempo cambia in cinque minuti, vedere la pioggia sotto il sole è un evento magico legato alle leggende delle "strie" (le streghe) che abitano i boschi. È il modo tipico dei locali per accettare l'imprevedibilità della natura con un sorriso.

2. "A deventar veci se deventa matti"

Traduzione: A diventar vecchi si diventa matti. Una constatazione rassegnata e filosofica. Il trentino sa che il tempo passa e che la vecchiaia porta con sé bizzarrie. È un modo per scusare le stranezze dei nonni, ricordando a se stessi di non prendersi troppo sul serio: la "mattoneria" è la tappa finale di una vita di fatiche.

3. "La bocca l'è mai straca se la sa de vaca"

Traduzione: La bocca non è mai stanca se sa di vacca. Il dogma assoluto della tavola. Non importa quanto abbiate mangiato: il pasto non è finito finché non arriva il formaggio. Il riferimento alla "vaca" celebra il legame con l'alpeggio. Se c’è del Puzzone di Moena o un Trentingrana, lo spazio nello stomaco si trova sempre.

4. "Far parer e no esser, l'è come filar e no tesser"

Traduzione: Apparire e non essere è come filare e non tessere. Qui emerge l’etica del lavoro. Filare la lana è inutile se poi non si crea il tessuto: allo stesso modo, ostentare capacità che non si possiedono è una perdita di tempo imperdonabile. In Trentino conta il "fare", non il "dire".

5. "En Trentin t'el dìgo mi!"

Traduzione: In Trentino, te lo dico io! Un’esclamazione di orgoglio e auto-affermazione. Sottintende una profonda conoscenza del territorio e delle sue regole non scritte. Se un trentino ti dice così, è meglio fidarsi: ha ragione lui (o almeno ne è convintissimo).

6. (Bonus) "Tante teste, tante idee; tante zucche, tante dee"

Traduzione: Tante teste, tante idee; tante zucche, tante opinioni. Un modo elegante per dire che è difficile mettere d'accordo tutti, specialmente tra valli diverse. Spesso usato per chiudere discussioni infinite al bar quando ognuno resta della sua opinione.

L'ANGOLO DEL LINGUISTA: Il dialetto trentino è un ponte tra il mondo veneto e quello lombardo. Usare una di queste frasi al momento giusto è il modo più rapido per passare da "foresto" (straniero) a "amico del posto".

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