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Veneto in crescita moderata: PIL stimato in aumento dello 0,8% nel 2026 nonostante qualche difficoltà all’export

L’analisi del Bollettino Socio-Economico regionale evidenzia occupazione stabile, porti e turismo in ripresa, ma conferma sfide demografiche e rallentamenti nei mercati internazionali

Veneto, l’economia tra slanci e sfide: cosa funziona e cosa no

Foto di repertorio

Il Veneto si prepara a chiudere il 2026 con un leggero incremento economico, nonostante alcune turbolenze nei mercati esteri. Secondo il Bollettino Socio-Economico del Veneto pubblicato dall’Ufficio di Statistica regionale, la crescita del PIL è prevista allo 0,8% per il 2026, dopo un +0,5% registrato nel 2025.

L’export ha mostrato una piccola contrazione nei primi nove mesi del 2025 (-0,6%), pari a circa 360 milioni di euro in meno rispetto all’anno precedente. Tuttavia, settori come agroalimentare, macchinari e orafo hanno continuato a crescere, con un buon andamento verso Germania, Francia e Spagna. Rimangono invece in calo le vendite verso Stati Uniti e Regno Unito.

Sul fronte interno, il mercato del lavoro resta solido: nel terzo trimestre del 2025 il tasso di occupazione veneto ha raggiunto il 69%, superiore alla media nazionale del 62,5%, mentre la disoccupazione si attesta al 3,1%. I porti di Venezia e Chioggia hanno registrato un volume complessivo di merci pari a 26 milioni di tonnellate (+5,1% rispetto al 2024) e il settore crocieristico ha accolto oltre 617mila passeggeri (+3,4%).

Anche il turismo internazionale resta un punto di forza: nel 2024 gli stranieri hanno speso in Veneto circa 7 miliardi di euro, con una spesa media di 136 euro al giorno, apprezzando in particolare la gastronomia, l’ospitalità e la qualità degli alloggi.

Sul fronte demografico, la regione deve affrontare un progressivo calo della popolazione, che al 1° gennaio 2025 è di 4.853.472 residenti, e un invecchiamento crescente: 203 ultrasessantacinquenni ogni 100 giovani. Questo trend ha ripercussioni sulle scuole, con un aumento delle classi pluriclasse e una diminuzione complessiva di nuove classi soprattutto nelle zone rurali e montane.

Dal punto di vista ambientale, il Veneto conferma il primato nella gestione dei rifiuti: la raccolta differenziata ha raggiunto il 78,2% nel 2024, con punte superiori all’85% nelle province di Treviso e Belluno. Il riciclo dei materiali ha toccato il 69%, già oltre l’obiettivo fissato dall’UE per il 2035.

Nel complesso, il quadro regionale mostra un Veneto capace di crescere e mantenere alti livelli di occupazione e sostenibilità ambientale, pur confrontandosi con sfide legate alla demografia e alle fluttuazioni dei mercati internazionali.

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