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Olimpiadi e politica

Cortina, è polemica internazionale sul bob israeliano: un giornalista svizzero attacca il "sionista" in diretta TV

Mentre la squadra israeliana scendeva sulla pista olimpica, il giornalista svizzero Stefan Renna ha ricostruito in diretta le posizioni politiche del pilota Adam Edelman, che si autodefinisce "sionista fino al midollo"

Il giornalista svizzero Stefan Renna durante la diretta

Il giornalista svizzero Stefan Renna durante la diretta

Alle Olimpiadi Invernali 2026, la discesa del bob israeliano sulla pista di Cortina ha destato scalpore per un fatto che non ha nulla a che vedere con lo sport: il giornalista svizzero Stefan Renna ha dedicato l’intera discesa a raccontare chi fosse realmente il pilota, Adam Edelman, che proprio a Cortina ha fatto il suo esordio olimpico.

Renna ha citato la parola “genocidio”, specificando che si tratta del termine usato dalla commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite per parlare del conflitto israelo-palestinese. Ha ricordato che Edelman si definisce “un sionista fino al midollo” e che ha commentato l’intervento militare israeliano come “la guerra moralmente più giusta della storia”, la stessa guerra che l’ONU definisce genocidio.

Il giornalista ha inoltre ripercorso episodi precedenti: Edelman aveva preso in giro una scritta “Free Palestine” a Lillehammer, in Norvegia, durante una tappa di Coppa del Mondo, e aveva chiesto ai suoi follower di mandare “forza” al compagno di squadra Ward Fawarsy, impegnato in un’operazione militare israeliana nella Striscia di Gaza nel 2023. Oggi, Fawarsy è in pista a Cortina come se nulla fosse accaduto.

Renna ha poi richiamato la regola del Comitato Olimpico Internazionale, che vieta la partecipazione agli atleti che sostengono attivamente conflitti, siano essi impegnati militarmente o tramite social media, la stessa norma che ha portato all’esclusione degli atleti russi. Tuttavia, secondo quanto riportato, questa regola non è stata applicata al caso israeliano.

In diretta, con puntualità e rigore, Stefan Renna ha raccontato solo fatti, senza commenti personali, ma quanto riportato dal giornalista svizzero è destinato a far discutere a lungo anche dopo la conclusione dei Giochi, con il Comitato Olimpico Internazionale che è chiamato a un esame di coscienza: quando, quanto e come è permesso portare la politica nelle Olimpiadi.

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