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Verso l'autonomia

Manildo chiede chiarezza su intese di Stefani: “Risorse concrete o i soliti proclami a vuoto?”

Il capogruppo Pd in Consiglio regionale invita il Presidente a spiegare se la firma di domani a Palazzo Chigi sulle quattro materie fuori dai LEP porterà ai cittadini veneti servizi reali oppure resterà una passerella politica senza effetti sul territorio

Giovanni Manildo, ex sindaco di Treviso e candidato Governatore del Centro Sinistra

Giovanni Manildo, ex sindaco di Treviso e candidato Governatore del Centro Sinistra

La firma di domani a Palazzo Chigi sulle intese relative a Protezione civile, professioni, previdenza integrativa e commercio estero è vista dal Presidente del Veneto, Alberto Stefani, come un passaggio “storico”. Ma per il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Giovanni Manildo, serve più concretezza.

“Se questa è davvero una svolta, i veneti devono vedere subito i benefici nelle loro tasche e nei servizi di cui hanno bisogno ogni giorno – afferma Manildo – Parliamo di casa, sanità pubblica, sicurezza dai dissesti idrogeologici, sostegno ai giovani e alle case di riposo, trasporti. Materie che finora restano fuori dai festeggiamenti romani”.

Manildo sottolinea il rischio che le pre-intese diventino “solo una serie di bandierine su competenze marginali”, mentre sul territorio si continuano a sentire gli effetti dei tagli ai comuni montani e di una sanità sotto pressione. “L’autonomia deve migliorare la vita dei veneti, non servire solo a riempire comunicati stampa – spiega – Se domani si parla di storicità, allora che i vantaggi si vedano subito nei bilanci. Altrimenti resterà l’ennesima operazione di marketing politico”.

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