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Paola Minaccioni è Kim Sparrow: al Verdi una commedia nera che graffia il presente

Debutto il 24 febbraio a Padova per il testo di Julia May Jonas, tra rapine vintage, rabbia sociale e identità in frantumi

Paola Minaccioni è Kim Sparrow: al Verdi una commedia nera che graffia il presente

Foto di repertorio

Tre donne, un piano sbagliato, un mondo che le ha messe ai margini. E una dark comedy che non fa sconti. Arriva al Teatro Verdi “Le Stravaganti Dis-Avventure di Kim Sparrow”, lo spettacolo con protagonista Paola Minaccioni, diretta da Cristina Spina. Il debutto è fissato per il 24 febbraio, con repliche fino al 1° marzo.

Al centro della scena c’è Kim, quarantenne hipster e manager di un negozio vintage, che vive con l’ansia di essere già fuori tempo massimo. Accanto a lei Tussie, giovane aspirante stilista, e Blatta, amica storica e ladra di mestiere. L’idea? Rubare abiti di alta moda a una cliente facoltosa per dare una svolta alla propria vita. Il risultato? Una spirale di errori, tensioni, violenza inattesa e verità che vengono a galla senza filtri.

Il testo è firmato da Julia May Jonas, autrice e drammaturga newyorkese tra le più interessanti della scena contemporanea. Le sue opere sono state rappresentate in spazi simbolo come il Lincoln Center e il The Bushwick Starr. Il suo romanzo d’esordio, Vladimir, è diventato un caso editoriale ed è stato scelto come New York Times Editor’s Pick. Ora si prepara anche a sbarcare su Netflix in una serie con Rachel Weisz.

La regia di Cristina Spina costruisce uno spettacolo diviso in due movimenti: prima la pianificazione del colpo, con le dinamiche di potere che emergono tra le protagoniste; poi il crollo, quando le alleanze si spezzano e le conseguenze diventano brutali. È qui che la commedia si fa nera, tagliente, quasi disturbante.

La riflessione va oltre la trama. Si parla di obsolescenza in una società ossessionata dalla giovinezza, di differenze di classe, di gentrificazione, di capitalismo che consuma e mette in competizione. Il vintage diventa metafora potente: un abito acquista valore con il tempo, una donna invece teme di perderlo. Paradosso crudele, ma attualissimo.

Sul palco, insieme a Minaccioni, Monica Nappo e Valentina Spaletta Tavella. La produzione è firmata da Gli Ipocriti Melina Balsamo e dal Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale.

Venerdì 27 febbraio, alle 18, nel foyer del Verdi, è previsto anche un incontro pubblico con la compagnia per “A scena aperta”, momento di confronto diretto con gli spettatori.

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