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Fauna selvatica, il 2025 del CRAS di Treviso: 2.573 recuperi e 102 specie assistite

Ricci, merli e civette tra i casi più frequenti. Provincia e Veneto Agricoltura: «Servizio potenziato e attivo 24 ore su 24»

Fauna selvatica, il 2025 del CRAS di Treviso: 2.573 recuperi e 102 specie assistite

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Un anno di interventi senza sosta, tra strade provinciali, campagne e centri abitati. Il 2025 del Centro Recupero Fauna Selvatica della Provincia di Treviso si chiude con 2.573 animali soccorsi e 102 specie diverse curate e riabilitate. Numeri che raccontano un’attività capillare, svolta sette giorni su sette, ventiquattro ore su ventiquattro.

Il CRAS, cogestito dalla Provincia di Treviso e da Veneto Agricoltura, interviene su segnalazione dei cittadini attraverso la Polizia provinciale e il personale medico veterinario. Non solo recuperi veri e propri: il totale comprende anche i casi in cui, dopo una valutazione sul posto, l’animale viene lasciato libero perché in buone condizioni.

Tra le specie più frequentemente assistite spiccano 478 ricci europei, 314 merli, 356 columbidi (tra tortore dal collare e colombacci), 141 rondoni e 131 civette. Un campione che restituisce l’immagine di una fauna urbana e periurbana fragile, spesso esposta ai rischi dell’attività umana.

Le cause degli interventi parlano chiaro: nel 37,4% dei casi si tratta di giovani esemplari debilitati, sottopeso o affetti da patologie; nel 26,8% traumi da impatto con veicoli o strutture; nel 17,1% predazioni, anche da parte di animali domestici; seguono cadute o intrappolamenti (12,9%), perdita dei genitori (4,4%) e, in minima parte, episodi di bracconaggio (0,4%).

«I dati sono in linea con gli anni precedenti e confermano il grande lavoro svolto – ha sottolineato il presidente della Provincia Marco Donadel –. Un ringraziamento agli agenti e al personale sanitario. Ai cittadini chiediamo di non improvvisare: in caso di animale selvatico ferito o cucciolo in difficoltà è fondamentale contattare subito il CRAS, evitando di toccarlo o alimentarlo».

Sulla stessa linea il direttore di Veneto Agricoltura, Federico Caner, che ha evidenziato il rafforzamento del servizio: da quest’anno il Centro può contare quotidianamente su due-quattro operai dedicati e su un centralino attivo h24. Decisivo, è stato ricordato, anche il sostegno economico della Regione per garantire continuità a un presidio considerato strategico per la tutela del patrimonio faunistico.

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