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Il Lago Rosso che non arrossisce più

Storia, scienza e leggenda del Lago di Tovel, il gioiello nascosto della Val di Non

Il Lago Rosso che non arrossisce più

Foto di repertorio

C’è stato un tempo in cui l’acqua si tingeva di rosso sangue. Non è l’inizio di un thriller, ma la storia vera del Lago di Tovel, incastonato nel cuore della Val di Non, dentro il Parco Naturale Adamello Brenta.

Fino agli anni Sessanta, in estate, le sue acque limpide si coloravano di rosso. Uno spettacolo unico in Europa, che ha alimentato per decenni leggende popolari e curiosità scientifiche.

Il fenomeno che faceva arrossire il lago

La spiegazione non aveva nulla di soprannaturale. A causare il fenomeno era un’alga microscopica, la Tovellia sanguinea, che in particolari condizioni di luce, temperatura e presenza di nutrienti si moltiplicava colorando l’acqua lungo le rive.

Poi, all’improvviso, il rosso è scomparso. Tra le ipotesi più accreditate: la riduzione del pascolo attorno al lago, che avrebbe modificato l’apporto di sostanze organiche necessarie alla proliferazione dell’alga. La scienza ha dato una risposta, ma il fascino è rimasto intatto.

Tra mito e memoria

Prima delle analisi di laboratorio, la fantasia correva veloce. Una leggenda raccontava di una principessa rifiutata che si sarebbe gettata nelle acque, tingendole del proprio sangue. Oggi il lago non cambia più colore, ma quella narrazione continua ad attirare visitatori, curiosi e appassionati di natura.

Un paradiso alpino a quota 1.178 metri

Il Lago di Tovel si trova sopra l’abitato di Tuenno, nel Comune di Ville d’Anaunia, a circa quaranta minuti da Trento. Circondato da boschi e dalle cime delle Dolomiti di Brenta, è uno dei laghi alpini più fotografati del Trentino.

In estate l’accesso è regolato per proteggere l’ecosistema: navette, percorsi pedonali e un anello panoramico che permette di fare il giro completo del lago in poco più di un’ora. Un itinerario semplice, ma capace di restituire silenzi rari e scorci da cartolina.

Il rosso che resta nella memoria

Oggi il Lago di Tovel non si colora più, ma continua a raccontare qualcosa di potente: l’equilibrio fragile tra uomo e natura. È il simbolo di un territorio che vive di turismo ma deve fare i conti con la tutela ambientale.

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