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Padova, sci alpino agonistico: primo caso in Italia di idoneità per un atleta con defibrillatore

Un giovane sciatore affetto dalla Sindrome di Brugada ottiene il via libera per competere

Padova, sci alpino agonistico: primo caso in Italia di idoneità per un atleta con defibrillatore

Gli sciatori

Un'importante svolta nel mondo dello sport italiano: per la prima volta, un atleta affetto dalla Sindrome di Brugada ha ricevuto l’idoneità per praticare sci alpino agonistico, una decisione che apre nuove porte per sportivi con patologie cardiache. Il giovane, promessa dello sci a livello nazionale, è portatore di un defibrillatore sottocutaneo di ultima generazione che gli consente di competere in sicurezza.

La Sindrome di Brugada è una condizione cardiaca che aumenta il rischio di arresto cardiaco improvviso, in particolare a riposo e durante il sonno. Secondo il professor Domenico Corrado, direttore della Cardiologia 1 dell’Azienda Ospedaliera Università di Padova, «L’attività sportiva è generalmente controindicata per i pazienti con questa sindrome a causa del rischio di aritmie ventricolari maligne, oltre ai danni che un traumatismo potrebbe arrecare al dispositivo. Tuttavia, grazie a tecniche avanzate di monitoraggio cardiaco, siamo riusciti a garantire che il giovane atleta potesse gareggiare in sicurezza».

Il monitoraggio cardiaco, che è stato effettuato sia durante il riposo che durante le discese sulle piste da sci, ha confermato la stabilità del cuore dell’atleta, permettendo così di concedere l'idoneità sportiva. Un importante elemento di sicurezza è stato l’utilizzo di un corpetto protettivo che difende il defibrillatore da eventuali urti, prevenendo qualsiasi rischio durante le competizioni.

Il dispositivo impiantato è un defibrillatore sottocutaneo di ultima generazione, capace di rilevare e interrompere tempestivamente le aritmie pericolose attraverso uno shock elettrico, senza necessitare di elettrocateteri. Questo innovativo approccio permette all'atleta di competere senza compromettere la sua salute.

Il giovane sciatrice, seguito da una equipe medica altamente specializzata, sta già ottenendo successi nelle competizioni, confermando che è possibile praticare sport ad alto livello anche con patologie complesse, a patto che siano garantiti i necessari dispositivi di sicurezza. Il caso di Padova rappresenta un esempio di come la medicina e la tecnologia possano aprire nuove opportunità per gli sportivi con patologie cardiache.

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