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18.02.2026 - 11:00
Le immagini sul posto
Un lungo applauso in Piazza San Marco ha accolto Martine Diop Bullo, proclamata Maria dell’Anno 2026, nel giorno conclusivo del Carnevale di Venezia. Accompagnata dalle altre Marie e dal consigliere delegato alla Tutela delle Tradizioni Giovanni Giusto, la diciottenne ha salutato il pubblico con emozione, aprendo ufficialmente il suo anno di rappresentanza.
La proclamazione era avvenuta la sera precedente al Gran Gala delle Sale Apollinee del Teatro La Fenice. Oggi, invece, la passerella d’onore: prima in gondola lungo il Canal Grande, poi sul palco allestito nel cuore della città, davanti a centinaia di spettatori.

“Questo è uno dei momenti più significativi della nostra tradizione – ha dichiarato Giusto –. Le Marie incarnano la continuità della storia veneziana, la sua bellezza e la sua identità. Custodire queste tradizioni significa garantire un futuro al Carnevale e alla nostra comunità”.
Un costume tra mito e tradizione
Protagonista insieme a Martine è stato il costume disegnato da Francesco Briggi dell’Atelier Pietro Longhi, ispirato al tema di questa edizione del Carnevale, “Olympus – Alle origini del gioco”. L’abito fonde l’immaginario classico greco-romano con la teatralità veneziana, reinterpretando simboli antichi attraverso la creatività lagunare.

I toni chiari – bianco e grigio – richiamano marmi e sculture dell’antichità. La silhouette, con ampia gonna settecentesca, rimanda agli affreschi allegorici di Giambattista Tiepolo e alle rappresentazioni teatrali in stile classico. Le decorazioni in seta evocano la lira, simbolo della cultura greca, arricchite da motivi a “meandros” e frange rosse che ricordano le armature dei generali antichi. Il tessuto, prodotto dall’azienda veneziana Rubelli, porta il nome “Lyra”.
Il bustino rinascimentale, impreziosito da elementi dorati che richiamano gli stucchi veneziani, si completa con un drappo in seta bianca foderato di rosso che scende come una quinta teatrale. A coronare il tutto, un elmo classico decorato con fregi dorati e Swarovski, sormontato da una scenografia che riproduce le celebri “Forze d’Ercole”, care alla tradizione veneziana e raffigurate anche nei dipinti di Gabriel Bella.
Emozione e futuro
Martine, studentessa di Digital Management all’Università Ca’ Foscari, non ha nascosto la sorpresa per la proclamazione. “Non me lo aspettavo”, ha raccontato con emozione. Per lei inizia ora un percorso ricco di appuntamenti istituzionali e rappresentativi.
Accanto alla Maria dell’Anno anche Azzurra Galvan, eletta Maria del Gazzettino, e le altre dieci ragazze che hanno condiviso l’esperienza del Carnevale.
A chiudere la cerimonia, l’omaggio musicale del baritono Raffaello Bellavista, che ha dedicato alla vincitrice “Maria” di Leonard Bernstein e Stephen Sondheim.
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