Scopri tutti gli eventi
Attualità
18.02.2026 - 12:20
Foto di repertorio
Nonostante la pubblicità sia già stata diffusa sui giornali, le famiglie che desiderano richiedere il bonus per il terzo figlio dovranno aspettare almeno fino a giugno. La Provincia trentina ha spiegato che problemi tecnici sulla piattaforma che gestisce le domande hanno causato il rinvio, ma le cifre per la misura sono già chiare. Un terzo figlio nato dal 1° gennaio 2026 potrà fruttare fino a 48 mila euro (esenti da tasse), che saranno erogati nell'arco di dieci anni. Se il reddito familiare supera certe soglie stabilite dall'Icef, l'importo si ridurrà a 30 mila euro lordi.
La Provincia ha introdotto il bonus come parte di una serie di politiche destinate a contrastare il fenomeno delle «culle vuote», cercando di incentivare la natalità, anche alla luce dei contributi che arrivano fino a 100 mila euro per chi acquista casa in comuni trentini a rischio spopolamento. Tuttavia, questa misura è stata duramente criticata dalla Cgil, che parla di un’azione inefficace e dispendiosa. Come riportato da Tgr Trento, Andrea Grosselli, segretario provinciale del sindacato, ha dichiarato: «Si sta spendendo moltissimo per pochi bambini e per un numero ristretto di famiglie, mentre il vero problema del Trentino non sono i terzi figli, ma i primi e i secondi. Oggi le giovani famiglie faticano ad avere il primo figlio, figuriamoci il terzo».
Secondo Grosselli, la spesa complessiva prevista per il bonus terzo figlio potrebbe raggiungere i 24 milioni di euro, un importo considerevole se confrontato con i sei milioni di euro destinati ai bonus alla nascita per i primi e i secondi figli, creando una disparità evidente. «Questa sproporzione», continua il segretario Cgil, «dimostra l'inefficacia della misura e la sua dispendiosità». Le politiche familiari dovrebbero concentrarsi su tutti i figli, non solo sui terzi.
Edizione
I più letti
GIVE EMOTIONS SRL | C.F. e P.IVA 04385760287 REA PD-385156 | Reg. Tribunale di Padova n. 2516