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A Treviso crescono i disturbi alimentari tra tutte le fasce d'età: aperto il nuovo centro per gestire le patologie

L’Ulss 2 inaugura spazi ampliati con ambulatori e palestra per la psicoterapia corporea, puntando su un approccio integrato che unisce corpo, mente e supporto familiare

La palestra del nuovo centro

La palestra del nuovo centro

È stata inaugurata oggi la nuova sede del Centro Provinciale per i Disturbi dell’Alimentazione e della Nutrizione (CPD) dell’Ulss 2, in via Scarpa 9, accanto alla storica sede di via Pinelli. Il raddoppio degli spazi vuole rispondere a un aumento dei casi di disturbi alimentari nel territorio, offrendo non solo ambulatori per visite mediche e psicoterapia individuale o familiare, ma anche una palestra dedicata alla psicoterapia corporea, cuore del modello di cura del Centro. La vicinanza tra le due sedi permette di creare uno “spazio terapeutico allargato”, con aree integrate e complementari.

Attivo dal 2005 e parte della rete regionale per diagnosi e cura dei disturbi dell’alimentazione, il CPD lavora a stretto contatto con diversi servizi dell’Ulss 2, tra cui Salute Mentale, Neuropsichiatria Infantile, Malattie Endocrine del Ricambio e della Nutrizione, Psicologia Ospedaliera, e il privato sociale “Insieme si Può”.

I dati del 2025 confermano un aumento delle richieste di aiuto, con quadri clinici sempre più complessi che spesso includono depressione, impulsività e autolesionismo. Nonostante questo, i ricoveri ospedalieri sono rimasti stabili rispetto al 2024, segno che il sistema riesce a intercettare i pazienti prima che le situazioni diventino emergenze. Su 669 pazienti in carico, 347 presentano anoressia, 106 bulimia, 125 disturbi alimentari indifferenziati (DAI) e 91 altri disturbi. Le nuove prese in carico sono state 229, di cui 95 minorenni, la più giovane di 10 anni.

Non mancano le storie personali che raccontano il percorso di cura. Stefano Bettiol, vicepresidente dell’Associazione “L’Abbraccio”, ha ricordato il percorso di sua figlia: «All’inizio abbiamo provato a farcela da soli, poi abbiamo capito che era necessario chiedere aiuto. Il Centro ci ha dato un riferimento sicuro». Franca, 36 anni, oggi in remissione dopo aver perso 17 chili, racconta come la psicoterapia corporea l’abbia aiutata a riconnettersi con il proprio corpo. Laura, 12 anni, ha imparato a muoversi liberamente e a gestire le emozioni senza ricorrere al controllo alimentare.

Il modello del CPD punta su un approccio integrato, trattando corpo e mente come un unico sistema e coinvolgendo attivamente le famiglie nel percorso terapeutico. L’équipe è multiprofessionale, con psichiatri, psicologi, neuropsichiatri infantili, nutrizionisti, dietisti, educatori, infermieri e terapisti della neuro e psicomotricità. Gli interventi spaziano dall’ambulatoriale al residenziale, fino ai ricoveri ospedalieri nei casi più gravi.

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