Scopri tutti gli eventi
Attualità
19.02.2026 - 08:27
Foto di repertorio
È approdato in Quarta Commissione del Consiglio provinciale il disegno di legge sul fine vita che disciplina procedure e tempi per l’assistenza sanitaria provinciale nei casi di suicidio medicalmente assistito. Un testo rivisto alla luce delle più recenti pronunce della Corte costituzionale, chiamata a esprimersi su analoghe iniziative legislative in altre regioni.
A illustrare le modifiche è stato il primo firmatario, l’avvocato Fabio Valcanover, che ha chiarito come la nuova stesura recepisca i rilievi della Consulta. «Non si possono prevedere tempi fissi validi per ogni situazione – ha spiegato – perché le richieste presentano caratteristiche individuali diverse. Inoltre, la domanda potrà essere avanzata esclusivamente dal diretto interessato e non da un delegato».
Il provvedimento, composto da nove articoli, non interviene sui presupposti penali ma disciplina gli aspetti procedurali per rendere effettivo un diritto già delineato dalla giurisprudenza costituzionale. Il riferimento è all’articolo 117 della Costituzione, che attribuisce alle Province competenze in materia di tutela della salute.
Tra i punti qualificanti del testo figurano l’istituzione di una commissione multidisciplinare incaricata di verificare la sussistenza delle condizioni richieste, la gratuità delle prestazioni a carico del servizio sanitario provinciale e misure volte a evitare ritardi o disparità applicative. «La Corte ha affermato che il diritto alla salute comprende anche il diritto a morire con dignità – ha aggiunto Valcanover –. L’obiettivo è garantire un percorso certo e rispettoso per chi affronta sofferenze estreme nella fase finale della vita».
Il dibattito in Commissione ha evidenziato sensibilità diverse sul tema. Il consigliere Paolo Zanella (Pd del Trentino) ha parlato di un diritto individuale che può essere esercitato quando ricorrono le quattro condizioni sostanziali indicate dalla Corte: capacità di decidere liberamente, dipendenza da trattamenti di sostegno vitale, patologia irreversibile e sofferenze ritenute intollerabili.
La presidente della Commissione, Mara Bosin, ha concordato di avviare un ciclo di audizioni, con l’individuazione dei soggetti da ascoltare nella prossima seduta.
Il comitato promotore dell’iniziativa doveva raccogliere almeno 2.500 firme: ne sono state depositate oltre 7.000, segno di una questione particolarmente sentita anche a livello locale. In attesa di un intervento organico del Parlamento sul fine vita, la Provincia intende muoversi nel solco tracciato dalla giurisprudenza costituzionale, prevedendo una procedura attivabile solo in casi estremi e dopo il parere favorevole di una commissione di esperti e medici.
Edizione
I più letti
GIVE EMOTIONS SRL | C.F. e P.IVA 04385760287 REA PD-385156 | Reg. Tribunale di Padova n. 2516