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Mobilità regionale

Pendolari in difficoltà ogni giorno, Manildo attacca la Regione: “Sbloccare subito il Sistema Ferroviario Metropolitano”

Il capogruppo del Pd in Consiglio regionale del Veneto punta il dito contro le scelte sulla viabilità e chiede di investire sul trasporto su rotaia e sul biglietto unico digitale in vista della manovra di bilancio

Foto di repertorio

Foto di repertorio

Oltre tre milioni di cittadini costretti ogni giorno a fare i conti con traffico e ritardi per raggiungere il posto di lavoro o di studio. È da questi numeri, riportati dalla stampa, che parte l’affondo di Giovanni Manildo, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale del Veneto, che parla di un sistema della mobilità «fermo al palo» e di pendolari «in trappola».

Secondo Manildo, la situazione che si vive quotidianamente lungo le principali direttrici del Veneto – in particolare nell’area centrale della regione – sarebbe la prova che la programmazione degli ultimi anni ha privilegiato le grandi opere stradali, lasciando in secondo piano le esigenze di chi si sposta in treno. Nel mirino c’è soprattutto il destino del Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale (SFMR), il progetto di metropolitana di superficie pensato per collegare in modo più rapido ed efficiente città e centri della pianura veneta.

Il capogruppo dem annuncia battaglia in vista della prossima sessione di bilancio a Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale a Venezia. «Con la manovra alle porte – afferma – non accetteremo un documento che continui a ignorare questa emergenza». Per Manildo, i dati economici relativi alla Pedemontana, con un disavanzo stimato in 112 milioni di euro nel triennio 2025-2027, rappresentano un «paradosso»: da un lato risorse pubbliche impiegate per coprire i costi di un’infrastruttura stradale in perdita, dall’altro il progetto ferroviario che resta bloccato.

La proposta del Pd è chiara: «più ferro e meno asfalto». In concreto, Manildo chiede che le risorse legate alle nuove competenze regionali vengano destinate in via prioritaria al completamento del SFMR e all’introduzione del biglietto unico digitale, così da rendere più semplice e integrato l’uso dei mezzi pubblici.

Il confronto si annuncia acceso nelle prossime settimane, quando il Consiglio regionale del Veneto sarà chiamato a votare il bilancio. Per il capogruppo dem, la scelta è chiara: «O si continua a finanziare il passato, oppure si inizia a costruire il futuro della mobilità veneta».

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