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Il borgo segreto del Trentino dove il tempo si è fermato (e non ci sono turisti!)

A pochi chilometri dai laghi più affollati resiste Bondone

Il borgo segreto del Trentino dove il tempo si è fermato (e non ci sono turisti!)

Bondone

Mentre le code per un parcheggio a Riva del Garda o a Campiglio sfiorano l'esasperazione, esiste un luogo dove l'unico suono è il fruscio del vento tra i vicoli stretti. Si chiama Bondone, l'ultimo comune del Trentino prima del confine bresciano, ed è una sfida vivente alla modernità.

Il Borgo dei Carbonai

Inserito tra i "Borghi più belli d’Italia", Bondone non vive di impianti di risalita o hotel a cinque stelle. La sua storia è scritta nel fumo: per secoli è stato il paese dei carbonai, uomini che passavano mesi nei boschi a trasformare la legna in carbone vegetale.

Oggi, camminare tra i suoi "scalinelli" (le ripide scalinate in pietra) e sotto i portali medievali significa entrare in un museo a cielo aperto che non paga biglietto. Qui non troverete boutique di lusso, ma murales che raccontano la fatica dei vecchi mestieri e una pace che altrove è stata venduta al miglior offerente.

Perché andarci (adesso)

Il vero "segreto" di Bondone è la sua posizione. Arroccato a 720 metri di quota, domina dall'alto la Valle del Chiese e il Lago d'Idro. La vista dal sagrato della Chiesa della Natività di Maria è, senza esagerare, una delle più spettacolari dell'intera provincia, ma senza la calca che rovina l'esperienza.

Il dettaglio autentico: Se cercate la movida, avete sbagliato strada. Ma se cercate il sapore autentico del Trentino, fermatevi in una delle poche locande del borgo e chiedete la Polenta Carbonera, fatta con farina gialla di Storo, burro di malga e formaggi locali. Un piatto che, da solo, vale il viaggio.

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