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Granchio blu
19.02.2026 - 16:30
Un esemplare di granchio blu, foto di James St. John
Un segnale forte arriva dal tavolo istituzionale convocato ieri sera a Venezia per affrontare la crisi senza precedenti della pesca nel Nord Adriatico. L’assessore regionale all’agricoltura e alla pesca, Dario Bond, ha sottolineato come il documento condiviso non sia un semplice atto burocratico, ma un impegno politico e operativo condiviso da istituzioni, categorie e pescatori.
Negli ultimi 18 mesi, 110 motopescherecci del Veneto sono rimasti fermi, paralizzando centinaia di famiglie e l’intero indotto del settore. La crisi riguarda in particolare la raccolta delle vongole di mare, messa in difficoltà dall’aumento delle temperature, dalle mucillagini, dall’inquinamento e soprattutto dalla proliferazione del granchio blu.
Al tavolo hanno partecipato, tra gli altri, il vicepresidente Lucas Pavanetto, l’assessore Valeria Mantovan, il prefetto di Venezia Darco Pellos e il vicecomandante della Direzione Marittima Daniele Diguardo, oltre ai rappresentanti delle associazioni di categoria, dei consorzi di gestione e di Veneto Agricoltura.
Il documento approvato all’unanimità sarà inviato ai ministri competenti per Ambiente e Agricoltura. Contiene una piattaforma di intervento per il settore dei molluschi bivalvi, evidenziando la “drammatica emergenza” e la paralisi produttiva che dura da oltre un anno e mezzo. Tra le richieste principali: l’inserimento delle istanze dei pescatori veneti nel Piano Nazionale di Ripristino, l’istituzione di un’Authority per coordinare le misure ambientali e socioeconomiche e il sostegno diretto agli operatori colpiti.
Il documento propone inoltre indennizzi straordinari per i circa 500 pescatori fermi, sgravi fiscali, progetti di monitoraggio ambientale remunerati e programmi volontari di fermo definitivo per le draghe idrauliche.
La Regione Veneto ha già stanziato fondi propri per fronteggiare la crisi: 570.000 euro per la rivitalizzazione dei fondali, 30.000 euro per progetti sul granchio blu e 1,5 milioni di euro del Feampa, oltre a un progetto triennale da 300.000 euro l’anno fino al 2026.
“Abbiamo fatto e continueremo a fare la nostra parte – ha detto Bond – ma la crisi richiede un intervento nazionale deciso. Il Nord Adriatico è il punto più fragile del sistema, ma può diventare anche un modello di gestione sostenibile. Il Veneto non lascia soli i suoi pescatori e lavoreremo insieme per ridare prospettiva, reddito e dignità a un settore che è economia, identità e presidio del nostro mare.”
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