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Referendum sulla giustizia, Avruscio: «Il Sì per garantire terzietà e fiducia ai cittadini»

Allo Sheraton di Padova incontro pubblico promosso dai Comitati per il Sì. Il medico e dirigente di Forza Italia: «Non è una battaglia di partito, ma una riforma che riguarda tutti»

Referendum sulla giustizia, Avruscio: «Il Sì per garantire terzietà e fiducia ai cittadini»

Foto di repertorio

«Non è una riforma di destra o di sinistra. È una riforma che riguarda i cittadini». Con queste parole il professor Giampiero Avruscio, direttore dell’Unità operativa complessa di Angiologia dell’Azienda Ospedaliera-Università di Padova, è intervenuto ai microfoni di Radio Veneto24, intervistato dalla giornalista Giuliana Lucca.

Al centro del colloquio, l’appuntamento in programma sabato 28 febbraio allo Sheraton Padova Hotel & Conference Center, dove si terrà un incontro pubblico dedicato alle ragioni del Sì al referendum sulla giustizia, promosso dai Comitati cittadini.

Secondo Avruscio, il confronto deve uscire dalla logica dello scontro politico. «La radicalizzazione non fa bene a nessuno – ha sottolineato –. È necessario spiegare nel merito i quesiti referendari, con il contributo di giuristi e persone competenti, perché i cittadini possano farsi un’opinione consapevole».

Il professore ha richiamato l’esigenza di informazione corretta, paragonando il tema della giustizia a quello della sanità: «Quando una persona ha una patologia si informa, vuole capire tutto. Ma anche chi non è direttamente coinvolto dovrebbe interessarsi al funzionamento del sistema, perché può riguardare chiunque. Lo stesso vale per la giustizia».

Tra i punti cardine sostenuti dal fronte del , la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. «Il cittadino – ha spiegato – deve sentirsi garantito da un giudice realmente terzo, non appartenente alla stessa carriera del pubblico ministero. Difesa e accusa devono essere sullo stesso piano».

Avruscio ha inoltre ribadito che la riforma non intaccherebbe l'indipendenza della magistratural'obbligatorietà dell'azione penale, ma punterebbe a ridurre il peso delle correnti interne e a rafforzare i meccanismi di responsabilità disciplinare. Tra le proposte, anche la costituzione di due distinti organi di autogoverno e un sistema disciplinare separato.

Nel corso dell’intervista è stato citato anche il recente intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella al plenum del Csm e il commento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a conferma di un clima politico acceso. Ma per Avruscio la chiave resta una: «Se trasformiamo ogni riforma in uno scontro ideologico, il Paese non farà mai passi avanti».

L’incontro di sabato si propone dunque come momento di approfondimento aperto alla cittadinanza, con l’obiettivo dichiarato di fornire strumenti di conoscenza prima del voto. «Poi ognuno deciderà liberamente – ha concluso – ma è giusto che possa farlo in modo informato».

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