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Porto Viro inaugura il Centro Sollievo, un nuovo spazio dedicato alle famiglie e alle persone con Alzheimer

Lunedì 23 febbraio la Sala Civica Ex Macello ospiterà la presentazione del servizio di Officine Sociali, pensato per offrire sostegno concreto ai caregiver e momenti di stimolo cognitivo per chi soffre di decadimento mentale

Marinella Mantovani, presidente di Officine Sociali

Marinella Mantovani, presidente di Officine Sociali

Porto Viro si prepara a un nuovo passo concreto nel sostegno alle persone fragili e alle loro famiglie. Lunedì 23 febbraio 2026, alle 20.45, la Sala Civica – Ex Macello ospiterà la presentazione ufficiale del Centro Sollievo, il nuovo spazio di Officine Sociali pensato per chi convive con Alzheimer o altre forme di decadimento cognitivo.

Il Centro Sollievo va ad aggiungersi alla rete di servizi già presenti nel Delta del Po, con sedi a Adria, Ariano nel Polesine, Porto Tolle, Rosolina e Taglio di Po, rafforzando la presenza di Officine Sociali APS come punto di riferimento per le famiglie del territorio.

L’obiettivo è creare un luogo accogliente dove chi soffre di decadimento mentale possa trascorrere momenti di stimolo, socialità e relazione, mentre i caregiver ricevono supporto qualificato e qualche ora di sollievo dalla gestione quotidiana della cura.

“I Centri Sollievo non sono solo un servizio, ma un presidio di comunità contro l’isolamento. Stimolare la memoria, mantenere vive le relazioni e sostenere le famiglie significa combattere l’Alzheimer ogni giorno, con professionalità e umanità”, sottolinea Marinella Mantovani, presidente di Officine Sociali.

La serata di presentazione vedrà la partecipazione del Sindaco di Porto Viro, Mario Mantovan, dell’Assessore ai Servizi Sociali Giovanni Siviero, della presidente Mantovani, della geriatra Laura Rossi dell’Ulss 5 e di Don Carlo Beorchia dell’Oratorio Salesiano San Giusto, che ha messo a disposizione i locali per il progetto.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra associazioni, istituzioni e realtà locali e vuole essere un segno tangibile di comunità: un luogo dove la fragilità non viene nascosta, ma accompagnata con rispetto, competenza e umanità. La cittadinanza è invitata a partecipare.

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