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Il referendum
21.02.2026 - 11:45
Foto di repertorio
In vista del referendum costituzionale sulla giustizia, previsto per il 22 e 23 marzo, Acli, Anpi, Arci, Cgil e Udu hanno dato vita a un comitato della società civile per sostenere il “no”. Venerdì 20 febbraio, i rappresentanti del gruppo hanno illustrato le ragioni della loro posizione durante una conferenza stampa.
Secondo Walter Nicoletti, presidente delle Acli Trentine, la riforma presenta “criticità rilevanti” poiché nasce esclusivamente dal Governo e impedisce al Parlamento di intervenire sul testo. Una scelta, ha aggiunto, che solleva dubbi anche sul calendario della consultazione, ritenuto poco rispettoso delle nuove proposte referendarie avanzate dai cittadini.
Andrea La Malfa, presidente di Arci Trentino, ha sottolineato l’importanza di garantire l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, elementi fondamentali per la tutela dei cittadini. Il tema è stato definito “internazionale” anche dal presidente dell’Anpi, che ha evidenziato come la controriforma italiana si inserisca in un contesto globale in cui la giustizia rischia di essere influenzata dai poteri forti.
A destare ulteriori preoccupazioni è la decisione di non consentire il voto ai fuori sede, come evidenziato da Diego Cirillo dell’Udu: “È una scelta assurda e incomprensibile, soprattutto considerando il calo costante della partecipazione elettorale”.
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