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SOS edilizia
21.02.2026 - 15:00
Foto di repertorio
Dopo il periodo dei bonus, in particolare il Superbonus 110%, il comparto edile della Riviera del Brenta registra un calo di fatturato e attività. A fare il punto è Giovanni Bolzonella, capo categoria degli edili dell’Associazione Artigiani “Città della Riviera del Brenta”, che conta circa 150 iscritti tra aziende edili e aziende collegate, come lattonieri, piastrellisti e pittori.
«Con la fine del Superbonus, la costruzione di appartamenti privati per le famiglie si è praticamente fermata – spiega Bolzonella -. Una casa di 120 metri quadrati in classe energetica A a Mira arriva a costare circa 400mila euro, cifra insostenibile per famiglie con reddito medio di 1.500 euro netti».
Secondo il capo categoria, la situazione può essere mitigata da cantieri pubblici finanziati dal PNRR o da grandi aziende industriali e commerciali, oltre che tramite strumenti urbanistici come l’acquisto di crediti edilizi, che permettono di recuperare volumetrie da edifici demoliti. «Questi strumenti andrebbero maggiormente incentivati e pubblicizzati dai Comuni», aggiunge.
Resta inoltre il problema della manodopera: «Trovare operai locali preparati è quasi impossibile, e anche tra gli operai stranieri reperire maestranze competenti è sempre più difficile. Serve puntare su formazione professionale sia per giovani italiani sia per immigrati intenzionati a restare in Italia».
Il comparto edile della Riviera del Brenta si trova quindi a un bivio: senza interventi mirati e senza incentivi pubblici, il rischio è che il settore resti stagnante, con effetti diretti su occupazione e sviluppo locale.
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