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22.02.2026 - 11:14
I numeri raccontano meglio di qualsiasi slogan il ruolo giocato dal Trentino ai Giochi di Milano Cortina 2026. Non solo teatro di competizioni di altissimo livello, ma sistema territoriale capace di sostenere un evento globale, con una macchina organizzativa complessa e risultati sportivi di primo piano.
A tracciare il bilancio è il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti: «Siamo ormai alla conclusione dei Giochi olimpici: l’immagine del Trentino, nel suo ruolo organizzativo, è stata significativa. Il contributo delle amministrazioni locali, delle forze dell’ordine e della nostra Protezione civile si è visto. Ringraziamo tutte le persone che continuano a lavorare. Ottime anche le prestazioni dei nostri atleti, con 14 medaglie, un terzo di quelle italiane, ben oltre le aspettative».
La Val di Fiemme si è confermata epicentro delle discipline nordiche, ospitando 19 gare complessive: dieci di sci di fondo al centro del Lago di Tesero, sei di salto con gli sci a Predazzo e tre di combinata nordica, distribuite tra i due poli olimpici. Un calendario serrato che ha messo alla prova impianti e organizzazione, dimostrando la piena capacità del territorio di sostenere un appuntamento di portata mondiale.

In Trentino sono stati accolti 640 atleti internazionali. Il Trentino-Alto Adige ha schierato 88 atleti, di cui 36 trentini — equamente divisi tra donne e uomini — oltre a sei sportivi che si allenano stabilmente sul territorio. Per il pubblico, quasi 15 mila posti complessivi tra Tesero (9.800) e Predazzo (4.800).
Il contributo al bottino italiano è stato decisivo. L’Italia chiude con 30 medaglie complessive (10 ori, 6 argenti e 14 bronzi), terza nel medagliere dietro Norvegia e Stati Uniti.
Tra gli ori spiccano quelli di Andrea Giovannini e Michele Malfatti nell’inseguimento a squadre del pattinaggio di velocità; Thomas Nadalini, Pietro Sighel e Chiara Betti nella staffetta mista di short track; Simone Deromedis nello skicross. Argenti e bronzi completano un quadro che vede protagonisti numerosi atleti legati al Trentino, compresa Flora Tabanelli, bolognese che ha scelto la Val di Fassa per allenarsi.
Dietro le gare, un’organizzazione capillare: 1.600 operatori della Protezione civile coinvolti, con un centro operativo allestito nell’ex maneggio di Predazzo dove ogni giorno venivano preparati tra 900 e 1.000 pasti caldi per volontari e addetti. Novanta battitori hanno lavorato sulla pista di atterraggio del salto con gli sci, garantendo sicurezza e standard tecnici elevati.
Anche la mobilità ha richiesto uno sforzo straordinario: circa 950 persone trasportate quotidianamente. Trentino Trasporti ha impiegato venti autobus elettrici e dieci a metano, affiancati da nuove infrastrutture di rifornimento e ricarica. A questi si sono aggiunti mezzi privati per i collegamenti con la ferrovia di Ora, 35 navette per i parcheggi e dieci autobus a potenziamento delle linee ordinarie.
Ora l’attenzione si sposta sulle Paralimpiadi. «Ci prepariamo al secondo appuntamento con un’organizzazione costruita nel tempo — conclude Fugatti —. Anche qui diversi atleti trentini puntano al podio. Continueremo a lavorare per offrire le migliori condizioni possibili, dentro e fuori dalle gare».
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