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Dimissioni sindaco
24.02.2026 - 11:08
Dopo settimane di tensioni, accuse incrociate e votazioni finite in stallo, sabato 21 febbraio Stefano Marcon ha rassegnato le dimissioni da sindaco di Castelfranco, mettendo la parola fine a una delle crisi amministrative più complesse degli ultimi anni in città.
Ora si attende l’arrivo del commissario prefettizio, che guiderà la città del Giorgione per i prossimi tre mesi, fino alle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio.
Il muro alzato dalle opposizioni non ha infatti consentito al Consiglio comunale di approvare la decadenza di Marcon, che si trovava in una situazione di incompatibilità dopo l’elezione a consigliere regionale. Un doppio incarico non consentito dalla legge e che poneva al sindaco due sole strade: completare l’iter di decadenza – percorso seguito senza particolari ostacoli dagli altri sindaci eletti in Consiglio regionale – oppure rassegnare le dimissioni.
Una scelta, quest’ultima, fino all’ultimo scongiurata da Marcon, che puntava a lasciare la guida del Comune per gli ultimi tre mesi alla sua vice, Marica Galante. Il Consiglio comunale, però, era spaccato esattamente a metà: 12 consiglieri di opposizione e 12 dell’ormai ex maggioranza. Una divisione che ha prodotto uno stallo amministrativo, con le opposizioni ferme nel chiedere le dimissioni del sindaco e l’avvio del commissariamento. Per questo hanno votato per due volte – il 10 e il 18 febbraio – contro la delibera di decadenza, nonostante il segretario generale Chiara Perozzo avesse richiamato l’attenzione sulla possibile illegittimità di un voto contrario. Secondo l’interpretazione illustrata in aula, infatti, la normativa configurerebbe (il condizionale resta d’obbligo) la dichiarazione di decadenza come un atto dovuto e non discrezionale. Mentre a Castelfranco la situazione rimaneva impantanata, da Venezia il Consiglio regionale aveva avviato la procedura di accertamento dell’incompatibilità, invitando Marcon a optare per una delle due cariche.
La questione era stata inserita all’ordine del giorno della seduta del 24 febbraio, passaggio che avrebbe dato avvio al percorso di decadenza dalla carica di consigliere regionale. Per Marcon, dunque, i margini si erano ormai assottigliati. Non c’erano più i tempi per eventuali ricorsi contro il voto espresso dal Consiglio comunale: da qui la decisione di dimettersi. Nella conferenza stampa convocata il giorno stesso al K3 di Villorba, Marcon ha chiarito la propria posizione, non risparmiando attacchi all’opposizione e ai fuoriusciti dalla maggioranza: “Ho dato le dimissioni dalla carica di sindaco. E l’ho fatto con grande rammarico. Ho perso una partita, che però loro hanno giocato in modo sporco. Dovevo capirlo fin dall’inizio che mi stavano preparando un trappolone. Hanno votato all’unanimità le prime due delibere per la decadenza, per poi votare contro quando è partito il procedimento in Regione. E non c’erano più i tempi giusti per un ricorso. Un voto incoerente”.
Rivendicando il nuovo incarico a Palazzo Ferro-Fini e la volontà di rappresentare tutti i trevigiani e i castellani, Marcon ha concluso: “Avrei voluto portare il comune di Castelfranco ad avere una reggenza in continuità con l’attuale amministrazione. Castelfranco se lo sarebbe meritato. Invece arriverà un commissario”.
Con le dimissioni del sindaco e il conseguente scioglimento di giunta e Consiglio si apre ora ufficialmente la campagna elettorale. Al momento nessuna candidatura è stata formalizzata, ma i nomi che circolano sono già diversi (tra i papabili nel centrodestra la stessa Galante). Si preannuncia un confronto politico acceso per scegliere chi guiderà Castelfranco dopo quasi undici anni di amministrazione targata Marcon.
Leonardo Sernagiotto
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