Non scuotere mai un neonato, nemmeno quando il pianto sembra inconsolabile. È un messaggio semplice quanto vitale quello rilanciato dagli specialisti dell’Ulss 3 Serenissima che, nella mattinata di oggi, sabato 11 aprile, hanno incontrato mamme, papà e cittadini al mercato di Marghera nell’ambito della campagna nazionale #NONSCUOTERLO!
Uno stand colorato, tra palloncini arancioni e materiale informativo, ha fatto da punto di riferimento per sensibilizzare la popolazione su un tema ancora poco conosciuto ma di fondamentale importanza: la “Sindrome del Bambino Scosso”, una forma di trauma cerebrale che può avere conseguenze devastanti, fino alla morte.
“Il pianto prolungato di un neonato è una situazione comune, ma può diventare difficile da gestire”, spiega la pediatra Silvia Callegaro, sottolineando come soprattutto stanchezza e solitudine possano mettere a dura prova i genitori. I bambini, infatti, comunicano attraverso il pianto, che può protrarsi anche senza una causa apparente, specie nelle ore serali.
È proprio in questi momenti che il rischio aumenta. Scuotere un lattante, anche senza intenzioni violente, può provocare gravi lesioni neurologiche: danni alla vista e all’udito, ritardi nello sviluppo, epilessia e disabilità permanenti. Un gesto impulsivo, spesso dettato dalla frustrazione, può dunque trasformarsi in una tragedia.
Gli specialisti hanno fornito indicazioni pratiche su come affrontare queste situazioni. Prima di tutto, verificare i bisogni del bambino: nutrizione, cambio, comfort. Poi, ricorrere a gesti rassicuranti come cullarlo dolcemente, avvolgerlo o portarlo a fare una passeggiata. Ma se il pianto non si placa e la tensione cresce, il consiglio è chiaro: mettere il piccolo in un luogo sicuro e allontanarsi per qualche minuto.
“Conoscere questo rischio significa prevenirlo”, ribadisce la direttrice della Pediatria Paola Cavicchioli. Informazione e consapevolezza restano le armi più efficaci per evitare comportamenti pericolosi. Da qui la scelta dell’Ulss 3 di portare la campagna fuori dagli ospedali, direttamente nei luoghi di vita quotidiana, per raggiungere un pubblico sempre più ampio.
Un appello che non riguarda solo i genitori, ma chiunque si prenda cura, anche per poco tempo, di un neonato: non scuoterlo mai. Perché basta un attimo per cambiare tutto.