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Venezia–Trieste, Montanariello (Pd): “Basta rinvii, il Veneto non può perdere un altro treno”

Il consigliere regionale solleva l’allarme sui ritardi infrastrutturali e chiede un intervento immediato di Governo, RFI e Regione

Venezia–Trieste, Montanariello (Pd): “Basta rinvii, il Veneto non può perdere un altro treno”

Foto di repertorio

La linea ferroviaria Venezia–Trieste torna sotto i riflettori per i ritardi accumulati e la mancanza di fondi adeguati. A lanciare l’allarme è Jonatan Montanariello, consigliere regionale del Partito Democratico e vicepresidente della Commissione Trasporti: “Parlare di ‘binario morto’ e di risorse insufficienti significa certificare un ritardo grave che il Veneto e il Nord-Est non possono più permettersi”, dichiara.

Per Montanariello, la direttrice Venezia–Trieste non è solo un collegamento locale ma una via strategica per l’intero corridoio europeo verso l’Est. “I ritardi accumulati rischiano di trasformare un’opera fondamentale in un’occasione mancata – sottolinea – Non possiamo accontentarci di pochi minuti risparmiati nel 2027 a fronte di anni di attese e promesse”.

Il consigliere Pd lancia un appello chiaro a Governo, RFI e Regione: “Serve un’assunzione di responsabilità immediata per reperire le risorse necessarie e accelerare le procedure. Ogni ulteriore rinvio significa perdere competitività, attrattività e opportunità di sviluppo per imprese, lavoratori e territori”.

Montanariello ricorda il ruolo storico del Nord-Est come motore economico del Paese: “Rimanere indietro sulle infrastrutture ferroviarie significa lasciare che altri corridoi e territori intercettino flussi, investimenti e centralità logistica. È una corsa che non possiamo sottovalutare: i treni importanti passano una volta sola. Porterò il tema all’attenzione della Commissione regionale per chiedere un confronto urgente con tutti i soggetti coinvolti; il Veneto merita infrastrutture moderne, tempi certi e una visione strategica all’altezza delle sfide europee. Io scelgo di non restare fermo al binario”.

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