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SOS piccoli comuni
24.02.2026 - 14:39
Foto di repertorio
Dai sindaci del territorio arriva un segnale chiaro, che secondo l’opposizione non può restare lettera morta. I piccoli Comuni del Veneto sono sotto pressione, stretti tra burocrazia, carenza di personale e difficoltà nell’accesso alle risorse. A raccogliere e rilanciare l’allarme è Giovanni Manildo, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale.
Il riferimento è agli Stati Generali che si sono svolti a Roma, dove una nutrita delegazione di amministratori veneti – in particolare dal Polesine – ha portato sul tavolo le criticità quotidiane dei municipi più piccoli. «I sindaci hanno idee e visione – afferma Manildo – ma mancano le braccia e le risorse per trasformarle in progetti concreti. Il presidente Alberto Stefani non può ignorare questa realtà».
“Uffici svuotati e troppi adempimenti”
Secondo l’esponente dem, le testimonianze arrivate da Comuni come Corbola e Ariano nel Polesine raccontano un Veneto meno brillante di quello dipinto dalla narrazione ufficiale. «Da un lato la propaganda, dall’altro amministratori che devono affrontare la transizione ecologica e gestire i fondi del Pnrr con uffici tecnici impoveriti e personale insufficiente», sostiene.
Il rischio, avverte Manildo, non riguarda solo l’efficienza amministrativa: «Se il sistema dei piccoli centri crolla, viene compromessa la tenuta ambientale e sociale dell’intera regione».
Le richieste alla Giunta
Nel mirino finiscono anche i criteri di ripartizione delle risorse, ritenuti penalizzanti per le aree interne e periferiche. «Le procedure attuali – incalza – favoriscono gli enti più strutturati. Serve un cambio di passo immediato».
Le proposte del Partito Democratico puntano su due direttrici: un piano straordinario di assistenza tecnica regionale a supporto dei municipi più fragili e una semplificazione concreta dell’associazionismo tra Comuni, oggi descritto come «un labirinto burocratico».
«Il Veneto non si governa solo dai palazzi di Venezia – conclude Manildo – ma ascoltando chi ogni giorno garantisce la presenza dello Stato nei territori. La Giunta deve decidere se assistere al declino dei piccoli centri o intervenire con strumenti e risorse adeguate».
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