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Giotto compie 40 anni: da Padova un modello di inclusione che ha fatto scuola nel mondo

Oltre 2.000 persone fragili inserite al lavoro dal 1986

Giotto compie 40 anni: da Padova un modello di inclusione che ha fatto scuola nel mondo

Nicola Boscoletto a colloquio con i detenuti

Quarant’anni di lavoro, inclusione e riscatto sociale. La Giotto Cooperativa Sociale festeggia nel 2026 un traguardo importante, celebrando una storia iniziata nel 1986 a Padova dall’intuizione di un gruppo di giovani laureati in Agraria all’Università di Padova. Oggi quella realtà conta oltre 600 collaboratori e ha offerto opportunità di lavoro e crescita personale a più di 2.000 persone in condizioni di svantaggio.

Detenuti, giovani con disabilità fisiche e psichiche, persone segnate da fragilità sociali: la cooperativa ha costruito negli anni un modello che mette al centro la persona e la dignità del lavoro, trasformando situazioni di marginalità in percorsi di autonomia. Un’esperienza nata in ambito cattolico ma capace di superare confini geografici e culturali, ispirando progetti in Brasile, Stati Uniti e Portogallo.

Tra gli esempi più significativi, l’adozione del “modello Giotto” nella Cook County Jail di Chicago, grazie alla collaborazione tra lo sceriffo Tom Dart e l’imprenditore italo-americano Bruno Abate; in Brasile l’esperienza delle carceri APAC ha integrato elementi della cooperazione sociale italiana nelle politiche federali; in Portogallo è attiva una sinergia con l’associazione Vale de Acór di Lisbona per l’inserimento lavorativo di persone fragili.

Il convegno al Bo: testimonianze e riflessioni

Le celebrazioni si apriranno il 26 febbraio 2026 alle 16.45 nell’Aula Magna di Palazzo del Bo con il convegno “40 anni di gratitudine”. Ad aprire e chiudere l’incontro saranno le lectio magistralis degli economisti Vera Negri Zamagni e Stefano Zamagni, voci autorevoli sul tema dell’economia civile e della cooperazione.

Alla tavola rotonda interverranno, tra gli altri, il magistrato brasiliano Luiz Carlos Rezende, lo sceriffo di Chicago Tom Dart con Bruno Abate, Ornella Favero di Ristretti Orizzonti e padre Pedro Quintela di Vale de Acór. Prevista anche la partecipazione dell’ex ministro dell’Interno e della Giustizia Annamaria Cancellieri, della pedagogista Paola Milani e del professor Antonio Parbonetti.

Momento particolarmente atteso sarà la testimonianza di Gemma Calabresi, vedova del commissario Luigi Calabresi, che dialogherà con Nicola Boscoletto ripercorrendo il suo cammino umano di dolore e perdono.

Musica e inclusione al Pollini

Le celebrazioni proseguiranno l’8 aprile alle 20.30 all’Auditorium Cesare Pollini con il concerto “Note di libertà e speranza”. Protagoniste l’Orchestra di Padova e del Veneto e l’Orchestra del Mare della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti, che utilizza strumenti costruiti con il legno delle imbarcazioni dei migranti recuperate nei porti italiani, coinvolgendo anche detenuti delle carceri di Milano-Opera e Napoli-Secondigliano.

Un evento simbolico che riassume il senso di questi quarant’anni: trasformare ciò che è ferito o fragile in occasione di rinascita.

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