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25.02.2026 - 13:17
Foto di repertorio
La crescente domanda di supporto psicologico tra i giovani del Distretto Treviso non può più essere ignorata. Nel 2025, i Centri di Salute Mentale (CSM) che operano nei comuni di Mogliano Veneto, Oderzo, Treviso e Villorba hanno accolto 812 giovani sotto i 24 anni, mentre sono stati 132 i ricoveri nei reparti di Psichiatria. I dati parlano chiaro: la fascia giovanile rappresenta ormai il 20% dei pazienti totali, con un incremento annuale che sfiora il 10%. Un fenomeno che riflette una realtà più ampia e complessa, fatta di ragazzi che, spesso, si trovano bloccati nel loro percorso di crescita e ricorrono a comportamenti autodistruttivi come l’abuso di sostanze, l’autolesionismo e i disturbi alimentari.
Per rispondere a questa emergenza sociale e psicologica, l'Unità Operativa di Psichiatria del Distretto Treviso, diretta dal dott. Mauro Sabattini, in collaborazione con il Comune di Treviso, ha organizzato una serie di incontri informativi per sensibilizzare la comunità e fornire supporto pratico. Il primo appuntamento si terrà il 27 febbraio, dalle 15:00 alle 18:00, presso il Palazzo dei Trecento a Treviso. Il tema del primo incontro, “Cambiare, crescere, stare male: i bisogni psicologici dei giovani”, rappresenterà un'importante occasione di confronto sui servizi disponibili, come il programma “Psicologo in Comune” e lo “Spazio Ascolto” dell’Università Ca' Foscari.
Il ciclo di incontri proseguirà il 5 giugno, con un focus sul tema del suicidio giovanile, e l'8 ottobre, trattando la promozione della salute mentale. “Questa situazione a Treviso rispecchia un fenomeno nazionale – afferma il dott. Sabattini. Secondo il Consiglio Nazionale Giovani, il 70% dei ragazzi sente il bisogno di un supporto psicologico, ma meno della metà riesce effettivamente ad accedervi. La Federazione Italiana delle Comunità Terapeutiche (FICT) conferma l’aumento delle patologie psichiatriche tra gli under 25, spesso aggravate dall’isolamento digitale”.
Anche il direttore generale dell’Ulss, Francesco Benazzi, sottolinea l’importanza di affrontare questo tema. “La giovane età è un periodo che può comportare sofferenza, ma è anche un tempo in cui ogni cosa è ancora possibile. Per questo motivo, gli incontri organizzati da Ulss e Comune sono cruciali: vogliamo far conoscere ai ragazzi le opportunità di ascolto e di cura che il nostro territorio offre. I nostri specialisti sono disponibili anche per i genitori, senza giudicare. È fondamentale che le famiglie abbiano fiducia nelle proposte e nelle soluzioni che vengono loro presentate, perché la speranza può essere costruita anche con il giusto aiuto professionale”.
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