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Incidente sul lavoro

Cade dalla sedia durante una riunione in smart working, il tribunale di Padova le riconosce il risarcimento

Una dipendente dell’Università di Padova si era fratturata la caviglia mentre lavorava da casa: dopo il no dell’Inail, il giudice del lavoro le assegna 1.300 euro e il riconoscimento di un’invalidità permanente del 9%

Foto di repertorio

Foto di repertorio

Era l’8 aprile 2022 quando, nel pieno di una riunione in videocollegamento, si era alzata dalla sedia nella sua abitazione di Padova ed era caduta, riportando una doppia frattura alla caviglia. Un incidente domestico avvenuto però durante l’orario di lavoro in modalità agile, che ora il tribunale ha riconosciuto come infortunio sul lavoro.

Protagonista della vicenda una 60enne, dipendente del dipartimento giuridico dell’Università di Padova. Dopo la caduta, la lavoratrice era stata ricoverata in ospedale e sottoposta a un intervento chirurgico. I medici le avevano poi prescritto 137 giorni di assenza dal servizio per consentire il recupero.

In un primo momento, però, l’Inail aveva negato il risarcimento. La questione è quindi finita davanti al giudice del lavoro del tribunale di Padova.

Con una sentenza emessa l’8 maggio scorso, resa nota in questi giorni dal sindacato Fgu Gilda Unams e ripresa dai media locali, il giudice Maurizio Pascali ha dichiarato chiusa la controversia per quanto riguarda il riconoscimento dell’infortunio e delle conseguenze riportate dalla dipendente.

Il tribunale ha disposto il pagamento di 1.300 euro e ha riconosciuto un’invalidità permanente del 9%, mettendo la parola fine a una vicenda che, a partire da un episodio avvenuto tra le mura di casa, ha aperto un confronto sul lavoro da remoto anche nel territorio padovano e più in generale in Veneto.

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