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Polesine, approvato il Piano di Zona 2026: 7,5 milioni di euro per rafforzare i servizi sociali e socio-sanitari

Piano di Zona 2026: 7,5 milioni per rafforzare servizi sociali e socio-sanitari, con attenzione ad anziani, famiglie e inclusione

Polesine, approvato il Piano di Zona 2026: 7,5 milioni di euro per rafforzare i servizi sociali e socio-sanitari

Il territorio polesano si prepara a potenziare i servizi sociali e socio-sanitari grazie al Documento Attuativo Annuale 2026 del Piano di Zona 2023-2025, prorogato dalla Regione Veneto anche per il prossimo anno. Il documento, approvato nei giorni scorsi dagli organismi istituzionali locali e recepito con delibera del Direttore generale dell’Ulss 5 Polesana, è stato ora trasmesso alla Regione per il visto di congruità.

Il Piano di Zona rappresenta lo strumento principale attraverso cui Comuni e Azienda sanitaria programmano insieme le politiche sociali e sociosanitarie del territorio, partendo dall’analisi dei bisogni reali della popolazione. Il documento nasce dal lavoro dei Tavoli Tematici, articolati per ambiti di intervento e composti da rappresentanti di enti pubblici, istituzioni e realtà del Terzo Settore. A questi si affianca il ruolo dei Comitati dei Sindaci dei Distretti 1 e 2, che contribuiscono a garantire una governance condivisa e partecipata delle politiche sociali.

La programmazione per il 2026 si inserisce in un contesto demografico complesso. Nel Polesine la popolazione è progressivamente più anziana, la densità abitativa è bassa e molti Comuni sono di piccole dimensioni. Una configurazione territoriale che rende indispensabile rafforzare servizi di prossimità accessibili e integrati. Proprio per rispondere a queste trasformazioni sociali il Piano prevede un significativo potenziamento del servizio sociale professionale, con l’obiettivo di migliorare la presa in carico delle persone e garantire interventi tempestivi e personalizzati.

Grande attenzione è riservata agli anziani, in particolare a quelli non autosufficienti. Il programma punta a rafforzare i percorsi di assistenza domiciliare, i progetti per l’autonomia e le iniziative dedicate all’invecchiamento attivo. Parallelamente saranno sviluppati servizi di sollievo per le famiglie che assistono persone affette da demenza o da patologie neurodegenerative.

Un altro capitolo importante riguarda le famiglie e i minori. Il Piano prevede interventi di prevenzione e promozione del benessere, azioni di sostegno alla genitorialità, l’ampliamento dei servizi educativi per la prima infanzia e progetti mirati a supportare minori e adolescenti in situazioni di vulnerabilità sociale o con background migratorio.

Spazio rilevante è dedicato anche alle persone con disabilità, con iniziative orientate a favorire l’inclusione scolastica, abitativa e lavorativa. In questo ambito viene rafforzato anche il sostegno ai caregiver familiari, riconosciuti come una componente fondamentale del sistema di cura.

Proseguono inoltre le azioni legate alla salute mentale e alle dipendenze, con interventi che puntano sulla prevenzione, sulla riabilitazione e sul reinserimento sociale delle persone, valorizzando la collaborazione tra servizi sanitari, servizi sociali e realtà del Terzo Settore.

Tra le priorità individuate vi è anche il contrasto alla povertà e all’esclusione sociale. Il Piano prevede il potenziamento del segretariato sociale, degli sportelli di ascolto e dei percorsi di accompagnamento per le persone in condizioni di grave marginalità, comprese quelle senza dimora. Centrale resta anche il tema delle dimissioni protette dagli ospedali, con l’obiettivo di garantire continuità assistenziale e prevenire situazioni di isolamento o ricoveri impropri.

Nel complesso il Piano di Zona 2026 mobilita risorse per circa 7,5 milioni di euro provenienti da diversi canali di finanziamento: fondi europei, tra cui le risorse del PNRR, fondi nazionali come il Fondo nazionale politiche sociali, il Fondo per la non autosufficienza e la quota servizi del Fondo povertà, oltre a fondi regionali e comunali. Un investimento significativo che punta a rafforzare il welfare territoriale e a costruire risposte sempre più integrate ai bisogni della comunità.

«Il Piano di Zona rappresenta uno strumento fondamentale per costruire un welfare di comunità vicino alle persone e capace di intercettare precocemente i bisogni sociali e sanitari – commenta il direttore generale dell’Ulss 5 Polesana Mauro Filippi –. L’approvazione del documento attuativo 2026 conferma la forte collaborazione tra Azienda Ulss, Comuni e Terzo Settore e testimonia la volontà di rafforzare una rete territoriale capace di accompagnare le persone nei momenti di maggiore fragilità, supportando famiglie, anziani e comunità locali con interventi concreti e sostenibili nel tempo».

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