A Rovigo è ancora presto per tracciare un primo bilancio sul nuovo Istituto penale minorile. Inaugurato l'8 gennaio, la struttura, è ancora in parte un cantiere aperto e al momento risulta operativa soltanto un’ala dell’edificio, già in grado di accogliere una dozzina di giovani detenuti. Un avvio graduale che rientra in una fase di rodaggio necessaria prima di arrivare al pieno funzionamento dell’istituto.
A fare il punto sulla situazione è stato Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria (Sappe), che ha definito lo stato attuale della struttura come un vero e proprio “work in progress”. Una volta completata e pienamente operativa, la nuova realtà penitenziaria potrà ospitare fino a 31 ragazzi, in ambienti completamente rinnovati e progettati per rispondere alle esigenze specifiche della detenzione minorile. La realizzazione dell’istituto è stata possibile grazie a un investimento significativo, che ha portato alla creazione di spazi moderni e adeguati sia dal punto di vista della sicurezza sia da quello delle attività educative e di reinserimento.
Per quanto riguarda il quadro del personale, risulterebbe positivo, con gli agenti di polizia penitenziaria attualmente in servizio sono infatti operatori specializzati, molti dei quali provengono dall’ex istituto minorile di Treviso, potendo contare perciò,su un’esperienza già maturata nel settore della giustizia minorile. A rafforzare l’organico potrebbero inoltre arrivare nuovi agenti attraverso le prossime procedure di mobilità, contribuendo a completare l’assetto del personale.
Nonostante l’apertura ufficiale, dunque, il nuovo istituto rodigino resta per ora un progetto in fase di sviluppo. Solo nelle prossime settimane, con l’arrivo di nuovi detenuti e il progressivo completamento della struttura, sarà possibile comprendere pienamente quale sarà il ruolo del carcere minorile di Rovigo all’interno del sistema della giustizia minorile.